A Vigevano, in provincia di Pavia, la Lega si spacca su una decisione che arriva dal territorio e che non passa dai vertici. I responsabili locali del partito hanno dato il via libera alla candidatura di due esponenti della comunità islamica nelle liste: la studentessa universitaria Hagar Haggag e il portavoce della comunità vigevanese Hussein Ibrahim. Una scelta che, però, non sarebbe stata condivisa né con la segreteria regionale né con quella federale, aprendo un caso politico immediato.

Caso Vigevano, la Lega locale candida Hagar Haggag e Hussein Ibrahim

La decisione nasce a livello cittadino, dentro un contesto in cui il partito prova a radicarsi anche in realtà sociali diverse da quelle tradizionali. Hagar Haggag, giovane studentessa, e Hussein Ibrahim, figura di riferimento della comunità islamica locale, vengono inseriti nella lista leghista con l’obiettivo di rappresentare una parte della città che spesso resta ai margini della politica. Una scelta che, sulla carta, potrebbe essere letta come un tentativo di apertura. Ma nei fatti si trasforma subito in un problema interno. Perché la candidatura non viene concordata con i livelli superiori del partito, saltando di fatto la filiera decisionale.

Salvini attacca: «Non c’entra nulla con la Lega»

La reazione di Matteo Salvini è immediata e durissima. Il leader della Lega prende le distanze senza mezzi termini: «Non ha nulla a che fare con la Lega un tizio che fa un volantino in arabo con riferimenti ad Allah. Ben vengano gli stranieri inseriti e integrati, non i fanatici».
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