È presto per tracciare un profilo completo di Leone XIV, ma questo papa dimostra di tenere testa ai potenti, guidando la Chiesa senza timori reverenziali o assoggettamenti. Ha mostrato forza, coraggio e determinazione nel denunciare i signori della guerra e quel manipolo di miliardari che sta distruggendo il mondo.

Ha annientato per KO l’arrogante e delirante presidente americano, che lo aveva vilmente attaccato con i suoi soliti sproloqui. Il confronto non è stato un incidente, ma uno scontro epico e inevitabile: da una parte la visione trumpiana di forza brutale, interessi egoistici e nazionalismo tossico; dall’altra la critica radicale di Leone a un sistema che vomita guerre, disuguaglianze e nuove povertà. Un papa americano che umilia il il presidente americano: non è solo simbolico, è una batosta storica per l’America dei miliardari padroni delle guerre.

Professore di matematica, Leone XIV è sembrato all’inizio freddo e distaccato. Poi ha assunto un tono netto, diretto, coerente con l’eredità di Francesco: la Chiesa degli ultimi, dei poveri, degli emarginati. Il recente viaggio in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale ne è il manifesto esplosivo, un j’accuse contro il neocolonialismo.

Ad Algeri: «L’Africa non è un giacimento da rapinare» (Vatican News, 17/4). A Yaoundé: «La pace non è uno slogan, ma uno stile di vita personale e istituzionale» (Omelia, 22/4). A Luanda: «Giovani e donne, siate i protagonisti del cambiamento; non lasciate che il profitto vi rubi il futuro» (Angelus, 25/4). Tre perle che incise la storia: un papa profeta contro i nuovi farisei.

Non è il papa delle mediazioni infinite o dei gesti clamorosi. È il papa delle parole che pesano: nette, chiare, coraggiose. Accusa senza paura i potenti e la loro arroganza. «Il mondo è distrutto da una manciata di tiranni», tuona, mentre i signori della guerra spendono miliardi «per uccidere e devastare», lasciando zero risorse «per curare ed educare».

Leone XIV non usa parole neutre. Grida per la pace. E per questo sfida chi la guerra la vuole e la alimenta.