È accaduto durante un arresto per droga. La vittima aveva precedenti per spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e altri reati
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Un giovane di 28 anni è morto poco prima delle 18, in via Giuseppe Impastato, nel quartiere Rogoredo di Milano, a Milano.
Il ventenne è stato colpito da una pattuglia di agenti, in borghese e in divisa:si sarebbe avvicinato ai poliziotti armato e gli agenti hanno fatto fuoco. I soccorritori del 118 hanno soltanto potuto constatare il decesso. La vittima è un marocchino con precedenti per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e altri reati.
Secondo una prima ricostruzione della Polizia, gli agenti stavano effettuando dei controlli antidroga e, in particolare, stavano arrestando un presunto spacciatore che opponeva resistenza, quando si è avvicinata un'altra persona. I poliziotti avrebbero gridato "alt" e quest'ultimo avrebbe impugnato una pistola.
A quel punto, uno degli agenti avrebbe fatto fuoco colpendolo alla testa. L'arma, come verificato successivamente, era a salve. È una prima ricostruzione di ciò che avvenuto in via Impastato a Milano, nel quartiere Rogoredo dove si trova anche il cosiddetto "bosco della droga".
Le indagini, condotte dalla Squadra mobile della Polizia, sono coordinate dal pm di turno Giovanni Tarzia, che si è recato sul posto, e sono seguite direttamente anche dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti nelle indagini dovranno anche a ascoltare la versione dell'agente che ha sparato per ricostruire tutta la dinamica di quanto accaduto.
«Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma», è il primo commento del vicepremier Matteo Salvini che riferisce che il ventenne «aveva estratto una pistola e per questo è stato colpito da un agente».
«Le prime notizie ovviamente scontano un margine ancora di approssimazione. Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell'intervento fatto, ma non diamo scudi immunitari a nessuno» afferma il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. «Le autorità competenti adesso vaglieranno il caso - ha aggiunto - Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza. Da parte mia assicuro che non ci saranno scudi immunitari. Ci rimetteremo in maniera serena alla valutazione di quello che sarà stato lo svolgimento dei fatti, ancora una volta in un contesto molto complicato».

