Un'esplosione seguita dal crollo del tetto di un casolare abbandonato nel parco degli Acquedotti, uno dei polmoni verdi della Capitale, con due persone rimaste uccise sotto le macerie.

Inizialmente si è pensato a senzatetto che avevano cercato riparo in quella costruzione fatiscente, poi con il passare delle ore si è scoperta una realtà ben diversa.

Le vittime non sono clochard, ma anarchici legati al 'gruppo Cospito'. Per gli investigatori sono stati proprio loro a causare la deflagrazione probabilmente mentre assemblavano un ordigno artigianale.

L'allarme è scattato stamattina poco prima delle 9 quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sotto le macerie. Il cedimento, però, potrebbe essere avvenuto diverse ore prima. Ieri sera, infatti, era stato sentito un boato in zona. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Sul posto è arrivata la polizia con la scientifica per i rilievi.

Gli investigatori si sono messi al lavoro per chiarire la dinamica e dare un nome alle vittime. Determinanti sono stati alcuni tatuaggi che avevano sul corpo. Qualche ora più tardi è arrivata la svolta con le identificazioni e si è fatta strada la pista anarchica. Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, nomi noti del 'gruppo Cospito'.