Abituarsi al peggio, agli eccessi, alla volgarità? Accettarlo dal presidente della più grande potenza del mondo?

No, non possiamo abituarci, perché sarebbe un disastro per la stessa democrazia, che non può permettersi una deriva autoritaria fatta di eccessi, aggressività verbale, minacce pubbliche, diffusione di odio.

Non possiamo accettare che il presidente degli Stati Uniti d’America si comporti come un bullo, un guappo, un furfante che nega la verità e si contraddice su ogni cosa che fa.

Non possiamo accettare che chi è al vertice di una potenza nucleare possa decidere a suo piacimento quando e contro chi scatenare una guerra.

Nessuno può farlo, nessuno può comportarsi come se fosse un despota, senza passare dai parlamenti che nelle democrazie hanno sempre e comunque un ruolo fondamentale nelle decisioni strategiche, compresa la democrazia americana.

Trump si comporta peggio di un caudillo sudamericano, agendo come un padre padrone. Qualcuno gli ricordi di essere il presidente degli Stati Uniti d’America, benché egli sia un miliardario che ha conosciuto fallimenti ed è stato al centro di illegalità, e che oggi continua a muoversi tra annunci clamorosi e successive smentite, con effetti evidenti anche sui mercati finanziari. Temi su cui, è bene ricordarlo, vigono regole molto rigorose.

Mentre Trump si dice sconcertato dal fatto che non gli sia stato assegnato il Nobel per la pace, le sue espressioni di odio sono diventate assolutamente insopportabili: questa è rabbia, anche quando minaccia di radere al suolo l’Iran e di scatenare conseguenze devastanti se non cedono alle sue richieste.

Quello che appare chiaro è che la situazione sia ormai del tutto fuori controllo, mentre attorno a lui si sviluppa una narrazione pericolosa, che arriva persino a rappresentarlo come un perseguitato. Paragonandolo addirittura a Gesù.

La deriva fondamentalista pseudo-cristiana diventa sempre più pericolosa quando si tratta di guerre, perché le sette sono fatte per obbedire, per rifiutare il contraddittorio, per imporre la propria verità. Proprio perché la vuole dio. Il loro dio.

Questa deriva, per una democrazia, è veramente pericolosa. E può portare il mondo verso la catastrofe.