Conferenza stampa a Mar-a-Lago del presidente americano: «Assalto spettacolare, come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale. Nessuna vittima statunitense». Poi la minaccia di un nuovo blitz «ancora più forte» se necessario
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Un’operazione militare definita «spettacolare», paragonata ai blitz contro i grandi nemici degli Stati Uniti e presentata come un successo totale, senza perdite né umane né materiali. È il racconto fatto dal presidente americano Donald Trump, che da Mar-a-Lago è ritornato sull’attacco statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura del leader del Paese, Nicolas Maduro, che è stato inoltre portato fuori confine insieme alla moglie. Il tycoon ha delineato uno scenario di controllo temporaneo del Paese, anticipando anche le prossime mosse sul piano economico ed energetico.
Secondo Trump, l’azione americana avrebbe rappresentato qualcosa di inedito nella storia militare recente. «L’attacco Usa in Venezuela è stato un assalto spettacolare, come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale», ha affermato, sottolineando come l’operazione sia stata condotta «nei cieli, via terra e via mare». Un blitz che il presidente ha paragonato alle operazioni contro Soleimani, al Baghdadi e agli impianti nucleari iraniani.
Nel suo intervento, Trump ha voluto rimarcare anche l’efficacia sul piano operativo. «Nessun militare Usa è stato ucciso e non abbiamo perso nessun pezzo di equipaggiamento», ha dichiarato, rivendicando il pieno controllo dell’azione e l’assenza di conseguenze per le forze americane.
Guardando alla fase successiva, il presidente ha chiarito il ruolo che Washington intende assumere nel Paese sudamericano. «Gestiremo il Venezuela fino a quando potremo farlo», ha spiegato, precisando che l’obiettivo è accompagnare il Paese verso una transizione «sicura».
Trump ha poi lanciato un messaggio sul fronte economico ed energetico, annunciando l’ingresso diretto delle aziende statunitensi nel Paese. «Le major petrolifere Usa sbarcheranno in Venezuela», ha detto, lasciando intendere che la presenza americana non si limiterà all’ambito militare ma riguarderà anche la gestione delle risorse strategiche.
Poi, l’avvertimento sul piano militare: «Siamo pronti a lanciare un secondo attacco più importante, se necessario», ha concluso, ribadendo che gli Stati Uniti restano pronti a intervenire nuovamente qualora la situazione lo richiedesse.
«Cuba è un paese che sta fallendo e noi vogliamo aiutare la popolazione cubana. È qualcosa di cui finiremo a parlare», ha aggiunto Trump che poi invita il presidente della Colombia a «guardarsi il didietro».



