Dal sequestro di Maduro alla dottrina Monroe rivisitata: Stati Uniti, Europa e la crisi delle regole internazionali tra uso della forza e interessi strategici
Il presidente del Venezuela catturato dagli Stati Uniti si è dichiarato non colpevole rispetto alle accuse per cui è imputato: «Sono un uomo perbene». Chiesta una visita consolare in carcere
Bruxelles evita una condanna esplicita delle sanzioni americane contro Caracas: pesano il rapporto transatlantico, l’assenza di una politica estera comune e il timore di ricadute economiche, mentre l’Unione resta ai margini della crisi
Dopo la cattura del presidente venezuelano, che proprio oggi è atteso davanti a un giudice federale a New York, il ministro degli Esteri difende l’azione Usa: «Il narcotraffico è anche uno strumento di attacco. No escalation, Venezuela oggi più libero»
Dalla depersonalizzazione di Maduro, dipinto come narcotrafficante, ai leak pilotati: la guerra vinta sui media, il ruolo ambiguo dell’Italia e l’Europa divisa mentre Caracas diventa un laboratorio del modello Noriega oggi globale
La cattura di Maduro riapre la domanda antica sul potere americano: perché punire alcuni e proteggere altri? Tra guerre, basi militari e petrolio, emerge la verità scomoda di un impero che non vuole chiamarsi tale, mentre la giustizia continua a non essere uguale per tutti
Trump ha detto ciò che l’Occidente ha sempre fatto senza dirlo: gli Stati perseguono i propri interessi, punto. Niente universalismo, niente missioni salvifiche. Solo potenza, economia, deterrenza e forza
L’operazione “lampo” nell’America Latina è stato un banco di prova per Trump. Non più interventi militari massivi ma un ritorno a una dottrina antica: isolamento, penetrazione selettiva, uso degli apparati e gestione del tempo
Dopo la cattura del presidente più longevo del Venezuela, la Capitale è quasi deserta mentre i cittadini temono arresti e la repressione dello Chavismo. Dietro l’intervento degli Usa un lungo lavoro di intelligence che ha aperto la strada alla Delta Force
Un’operazione presentata come atto di giustizia riapre una questione centrale: l’uso della “salvaguardia nazionale” come alibi per violare la sovranità degli Stati e controllarne le risorse, in una lunga continuità storica che va da Panama all’Iraq, fino ad oggi a Caracas
Conferenza stampa a Mar-a-Lago del presidente americano: «Assalto spettacolare, come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale. Nessuna vittima statunitense». Poi la minaccia di un nuovo blitz «ancora più forte» se necessario
I boati, almeno sette, sono stati avvertiti intorno alle 2 (le 7 in Italia). Il presidente americano ha confermato «l’attacco su larga scala condotto con successo». Dichiarato lo stato d’emergenza
Il Consiglio elettorale nazionale ha annunciato che, con l'80% delle schede scrutinate, il presidente uscente ha ottenuto il 51,2% delle preferenze, mentre il suo diretto avversario, Edmundo Gonzalez Urrutia il 44,02%