Diventare ciò che si è quasi per caso, ma non senza un motivo. È così che nasce il progetto musicale di Francesco Servidio, in arte Speedy. Un nome guadagnato da ragazzino sui campi di calcetto di Sant’Agata d’Esaro, dove il mister lo chiamava così per la sua velocità, e che col tempo è diventato una seconda identità. Speedy lo era in paese, su YouTube – dove da adolescente caricava video tra giochi e parodie – e all’Unical (dove frequenta la facoltà di Lettere), quando ancora la musica non era una strada definita ma solo una necessità silenziosa che cresceva dentro.

La scrittura, invece, lo ha sempre accompagnato. Fin da piccolo Speedy ha trovato nelle parole uno spazio naturale, intimo. I primi testi nascono senza un’idea di pubblico, condivisi solo con gli amici più stretti. Sono stati proprio loro a spingerlo a fare un passo in più: «Mi dicevano: perché non provi a pubblicarle?». La scintilla scatta quasi per caso, durante la laurea di un amico all’università. Speedy suona alcune canzoni con un amico chitarrista di nome Giuseppe Frustaci, una collega filma tutto e il video, pubblicato senza aspettative, diventa virale.

Da lì parte una catena di eventi che cambia il corso delle cose. Arriva il contatto con Marley Session, realtà impegnata nella promozione della musica emergente sul territorio, e il primo live ufficiale al Mood di Quattromiglia. Tre brani - Mano nella mano, Pancarrè e Ohi Ohi – solo chitarra e voce. «Il giorno dopo abbiamo iniziato a suonare Pancarrè su un balcone sotto casa mia», racconta. Anche quel video corre veloce sui social e in quel momento che Speedy capisce che la musica non è più solo una passione, ma una strada possibile.

Conosciamo Speedy, giovane artista cosentino protagonista in apertura del concerto di Brunori a Capodanno: «Se sono quel che sono è grazie ai miei amici e a Quattromiglia»

Il legame con Quattromiglia

La Calabria non è solo un luogo d’origine, ma un fattore determinante della sua identità artistica: «Se non mi fossi trovato qui in questo periodo della mia vita, a studiare all’Unical, tutto questo non sarebbe nato», dice. Speedy parla spesso del suo progetto come di qualcosa di collettivo: «Quando parlo di Speedy non parlo solo di me, ma di tutte le persone che mi sono vicine, dei miei amici, di tutta Quattromiglia».

Definirsi “indie” per Speedy non è una questione di genere, ma di approccio. «L’indie per me è il modo in cui nasce la cosa, in maniera indipendente, con gli amici di sempre». Le etichette, dice, le lascia agli altri: «Io penso soltanto a esprimere quello che voglio esprimere attraverso le parole».

I testi sono in gran parte autobiografici, caratterizzati da nostalgia e malinconia. «Non sarei quello che sono senza la mia nostalgia e la mia malinconia», ammette. Temi personali, ma universali, capaci di parlare a una generazione intera. Il brano a cui è più legato è Se mi ricordo di un vecchio ricordo: «È quella sensazione di quando da piccolo andavi in Chiesa e pensavi che Dio ti salvasse da qualsiasi cosa, ma poi capisci che se non prendi in mano tu la tua vita non c’è nessuno che lo fa al posto tuo».

Alla malinconia Speedy non cerca rimedi facili. «La tristezza e il dolore vanno attraversati, mai evitati», spiega. «È stando a stretto contatto con il dolore che riusciamo in qualche modo a superarlo». Un pensiero che ritorna spesso nelle sue canzoni e che diventa quasi una dichiarazione di poetica.

Cantautorato del ‘900 e indie contemporaneo le fonti di ispirazione

Le influenze musicali affondano nell’indie italiano di metà anni Dieci – Calcutta, Gazzelle, Fulminacci, Canova – ma anche nel grande cantautorato degli anni ’70-‘80, dunque Dalla, De Gregori, De Andrè e Battisti. «Califano, però, forse è il mio preferito in assoluto. Mi ha sempre colpito il modo semplice con cui riusciva a spiegare cose molto complesse», precisa. Il brano Cremonini, invece, nasce da un ricordo personale: «Era l’artista che ascoltavo di più con la mia prima ex».

Fare musica partendo dal Sud è difficile, ma anche motivo d’orgoglio. «È bello pensare che un giorno potrò dire di essere partito da qua, in questa maniera». Speedy vede una scena calabrese viva e solidale: «C’è rispetto, voglia di collaborare, e se a qualcuno succede qualcosa di bello siamo tutti contenti».

L’emozione prima di Brunori e i prossimi step

Il Capodanno a Cosenza, in apertura a Brunori Sas, è stato invece uno di quei momenti che restano. Un esame superato, per lui che la sera prima aveva pubblicato una storia Instagram con la celebre “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti: «Già solo dirlo ti fa tremare la bocca. Però penso che di averlo superato l’esame, magari con 70», dice sorridendo.

E poi aggiunge: «Brunori per me rappresenta un vero e proprio simbolo, anche se quella sera non ci siamo riusciti a beccare. Appena ho finito di cantare, per stemperare tensione e adrenalina, sono sceso e sono andato a festeggiare sotto al palco con i miei amici. È l’esempio che non mollando prima o poi arriva qualcosa, anche partendo dalla Calabria».

Oggi Speedy continua a scrivere i suoi testi e lavora alla produzione con una band e con il producer Paolo Pasqua. Dopo il successo dell’album Quattromigliacon alcuni brani che hanno totalizzato anche centinaia di migliaia di stream – il giovane cantautore sta già pensando al futuro. A breve usciranno nuovi singoli, in lavorazione c’è anche il nuovo disco mentre si sta organizzando un tour più grande, per lui che – a soli 23 anni – ha già suonato a Roma, Bologna e Torino.

Nuove sfide che affronterà con la giusta carica, nonostante il peso delle aspettative: «Scrivere sapendo che c’è un pubblico mi ha creato un po’ di ansia, ma alla fine la soluzione è rimanere veri. Se i miei testi sono piaciuti quando non mi conosceva nessuno, vuol dire che devo continuare semplicemente a cantare ciò che sento».

E se tra cinque anni qualcuno parlerà di Speedy? Lui sorride e risponde senza esitazioni: «Spero che dica che avevo un bel baffo, che bevevo sempre tante birre e che mi piaceva stare con lui». La chiusura di un cerchio, insomma, perché forse è proprio da qui - dalla semplicità e dalle relazioni quotidiane - che nasce la musica (e il successo) di Speedy.