In attesa che i tribunali comincino davvero a liberare delinquenti e prevaricatori, possiamo tranquillamente prendere atto di una verità implacabile: in Italia c’è una maggioranza silenziosa che non si iscrive a partiti, non si allinea a correnti, non si fa fotografare dai giornaloni. Ma arriva, e quando arriva fa male.

È una Provvidenza laica, puntuale come un orologio svizzero: ogni decennio spazza via le ambizioni di turno, gli aspiranti ducetti, i riformatori folli e i venditori di pentole costituzionali. 2006, 2016, 2026: la storia recente è un manuale di autodifesa democratica. Berlusconi ha fatto il suo harakiri, Renzi il suo suicidio politico, e Meloni ha provato a fare la marchetta altrui su una “schiforma” che non le apparteneva, rischiando di bruciarsi davanti a tutti.

Ebbene, il popolo silenzioso è intervenuto. La Costituzione è salva, il referendum è passato e, sorpresa delle sorprese, l’affluenza sfiora il 60%. Non è la solita combriccola di elettori abituali: qui ci sono giovani che non si riconoscono in etichette, cittadini stanchi dei partiti, ex delusi. Si mobilitano solo quando percepiscono il pericolo, e lo fanno senza bandiere, senza slogan, senza selfie: solo con il voto, quell’arma che il sistema spesso ignora.

Il messaggio per Meloni è chiaro: non si possono regalare il 60% dei seggi parlamentari al 25% degli elettori senza subire conseguenze. La storia insegna che ogni tentativo di bricolage costituzionale, ogni riforma “monstre”, ogni spintarella per mettere la magistratura al guinzaglio, si infrange contro il muro di buon senso degli italiani. Nordio, Bartolozzi, Tajani&C. possono andare a spasso con le loro leggi attuative: chi ci prova finisce per incassare un No sonoro, che non ammette repliche.

E così la magistratura resta unita, i pm continuano a cercare la verità, i giudici mantengono autonomia e indipendenza. Tutto come deve essere. E il governo? Bene, il governo dovrà tenere le mani lontane dalla Costituzione. L’illusione di governare la giustizia è evaporata, come nebbia al sole, e a farne le spese sono stati gli arrembanti di turno.

Ma la lezione più bella è un’altra: i “moderati”, i “garantisti” da talk show, gli “ectoplasmi” dei giornali, gli influencer politici che promettono miracoli costituzionali… tutti sepolti sotto una coltre di chissenefrega. I grandi testimonial del Sì – da Calenda a Renzi, da Nordio a Delmastro – hanno contribuito involontariamente alla vittoria del No. Gli elettori, quelli veri, hanno deciso senza chiedere permesso a nessuno.

E adesso? Adesso si può brindare, se si vuole, alla Bisteccheria d’Italia, ma senza dimenticare: la Provvidenza laica non dorme mai, e quando serve arriva, silenziosa, a rimandare a casa chi crede di essere più furbo degli italiani. Sempre.