Il nuovo Patto Ue apre opportunità su ricerca, turismo e blue economy: ai candidati si chiede una visione concreta
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Reggio Calabria e il Patto per il Mediterraneo: una sfida per chi vuole governare la città Tra poche settimane Reggio Calabria sceglierà il suo nuovo sindaco. È naturale che la campagna elettorale si concentri sui problemi quotidiani: servizi, rifiuti, trasporti, lavoro, sicurezza, periferie, qualità della vita. Sono temi fondamentali. Ma una città come Reggio Calabria non può limitarsi a rincorrere le emergenze. Deve anche chiedersi quale ruolo vuole avere nei prossimi anni.
La Commissione europea ha presentato oggi il nuovo Patto per il Mediterraneo, una strategia pensata per rafforzare i rapporti tra l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. Non è un fondo che assegna automaticamente risorse ai Comuni. È una cornice politica e progettuale dentro cui costruire iniziative comuni su temi molto concreti: università, formazione, ricerca, competenze, energia, digitale, imprese, turismo, cultura, sicurezza, tutela del mare, protezione civile e blue economy. In parole semplici, l’Europa sta dicendo che il Mediterraneo non è soltanto una frontiera da gestire, ma uno spazio strategico su cui investire. Questo riguarda direttamente Reggio Calabria.
La città ha una posizione geografica unica, affacciata sullo Stretto e naturalmente proiettata verso il Mediterraneo. Ha un’università che porta nel nome questa vocazione e che può lavorare su ricerca, formazione, agricoltura, architettura, ingegneria, territorio e innovazione. Ha un patrimonio culturale straordinario, dalla Magna Grecia ai Bronzi di Riace. Ha una vocazione naturale al mare, al turismo, alla blue economy e alla cooperazione con le altre sponde del Mediterraneo. Questi elementi non devono restare soltanto identità, bellezza o racconto. Possono diventare una strategia. Reggio Calabria potrebbe candidarsi a essere un HUB Euro-Mediterraneo per ricerca e formazione, agrifood, blue economy, cultura e resilienza climatica, mettendo insieme Comune, Università Mediterranea, imprese, Regione, Governo e istituzioni europee.
Potrebbe costruire progetti sulla tutela dello Stretto, sull’economia del mare, sul turismo sostenibile, sulla valorizzazione del patrimonio culturale, sulle filiere agroalimentari mediterranee, sulla gestione dell’acqua, sulla protezione civile, sulla prevenzione degli incendi, sull’innovazione e sulle competenze dei giovani. Il Patto europeo non risolverà da solo i problemi della città. Però può aprire una finestra di opportunità. E le opportunità si colgono solo se si arriva preparati, con idee chiare, alleanze solide e progetti credibili. Nel dibattito elettorale il Mediterraneo viene spesso evocato. La vera sfida, però, è trasformarlo da immagine suggestiva a politica concreta. Per questo, ai candidati sindaco di Reggio Calabria bisognerebbe porre una domanda semplice: il Mediterraneo sarà soltanto una parola da campagna elettorale, oppure diventerà finalmente una strategia concreta di sviluppo per la città?




