Dal cellulare lanciato come un duello alla solita litania sui giudici: quando la politica anticipa per blindare il consenso
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C’è una tecnica ben precisa, a metà tra la performance teatrale e le regole del marketing digitale, nel modo in cui la politica affronta le questioni giudiziarie. Prendetevi due minuti e guardate l'ultimo, discusso reel del governatore calabrese: un trattato di comunicazione social pensato per anticipare le notizie e recitare la parte della vittima.
Il copione del "pre-empting"
Il sipario si apre con un fuori programma scenografico: il lancio del telefonino sulla poltrona. È il classico guanto di sfida traslato ai tempi dei social, ma con un calcolo strategico ben preciso. Il governatore mette le mani avanti per esorcizzare la notizia. Prima che arrivi l'eventuale avviso di garanzia legato all'uso delle auto blu regionali o ai trasferimenti personali, ci pensa lui a confezionare la narrazione per la propria platea. Previene per anestetizzare, anestetizza per manipolare.
Tra rabbia di facciata e micro-sorrisi
A tradire la natura costruita della performance non sono tanto le parole, quanto la postura. Lo sguardo in camera, la finta rabbia iniziale – perfetta per catturare l'attenzione nei primi tre secondi, la regola d'oro dei reel – che poi si scioglie in un sorriso sornione. È la psicologia del messaggio social applicata alla politica: mostrarsi umani e imperfetti per spingere l'utente al commento empatico, creando quella bolla del «siamo tutti con te» che ribalta un potenziale problema d'immagine in un consenso digitale.
Prima il duro, poi la vittima
Il copione alterna due registri opposti: da un lato il costruttore concentrato sui cantieri e sulle opere pubbliche; dall'altro la vittima di contestazioni che vengono definite marginali. E qui spunta il grande classico della comunicazione politica: il refrain di chi si sente accerchiato, il richiamo ai controlli continui, l'eroe solitario che va avanti nonostante tutto. Prima si attacca il sistema, poi ci si dipinge come bersagli di una burocrazia ostile.
Minimizzare e derubricare: la tecnica delle "piccinerie"
C'è poi un dettaglio comunicativo interessante: la banalizzazione del presunto illecito. L'accusa non viene discussa sul piano giuridico, ma liquidata come una questione di poco conto, una "piccineria". Sostenere che l'auto di servizio sia servita solo per raggiungere i cantieri serve a costruire una narrazione in cui chi lavora sodo avrebbe diritto a qualche deroga. Se la norma si intromette, è la norma a essere considerata inadeguata.
Il teatrino dell'intoccabile
Il video si chiude con la classica dichiarazione di resistenza la solita, stantia nenia berlusconiana. Eccola servita in pompa magna: «vado avanti, avanti, avanti». Una narrazione studiata per fare leva sulla pancia dell'elettore e trasformare un'indagine in un duello personale.
Alla fine, la sostanza è tutta in quel telefonino lanciato con cura: la magistratura farà il suo corso, ma la propaganda ha già stabilito la linea. E la poltrona, nel frattempo, ringrazia.

