Da tema di scontro politico a progetto finalmente esecutivo.

Il nuovo ospedale di Cosenza compie un passo decisivo e a presentarlo, in anteprima pubblica, è stato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto durante il Forum “Obiettivo Cosenza 2050 – Realizzazione del nuovo ospedale: quale modello di cura”, organizzato dal Partito Democratico alle Scuole Riccardo Misasi di Cosenza.

Un passaggio non soltanto tecnico ma altamente politico: proprio in un confronto promosso dal PD, Occhiuto ha scelto di mostrare il progetto esecutivo dell’opera più attesa della sanità cosentina, spostando il dibattito dalle polemiche ai numeri.

Il progetto

«Proprio ieri mi è stato presentato il progetto esecutivo» ha annunciato il governatore, spiegando che entro 30 giorni, completata la verifica tecnica, il dossier sarà trasmesso a INAIL per l’avvio dell’appalto integrato.

«Consegneremo il progetto a INAIL entro giugno e INAIL potrà bandire la gara». Una frase che cambia completamente lo scenario: dopo oltre vent’anni di attese, il nuovo ospedale esce definitivamente dalla dimensione delle promesse.

Il nuovo presidio sorgerà nell’area di Arcavacata-Rende, in stretta connessione con l’Università della Calabria e con la Facoltà di Medicina, in un modello che punta a integrare assistenza sanitaria, alta formazione e ricerca. «L’Annunziata un tempo era un ospedale in grande difficoltà. Oggi, grazie all’impegno dell’Università della Calabria, sta addirittura prendendo mobilità attiva».

Il riferimento è alle eccellenze attratte negli ultimi anni, dai grandi professionisti della chirurgia fino allo sviluppo della robotica medica. «Alcuni vengono a Cosenza per operarsi. Questi investimenti in saperi, in nuovi saperi, in innovazione e modernità, non sarebbero stati possibili senza l’università».

Chirurgia robotica

Occhiuto ha poi rilanciato una prospettiva ancora più ambiziosa. «Cosenza diventerà il centro europeo della chirurgia robotica. Già oggi vengono medici da tutta Italia per formarsi». Il progetto prevede numeri imponenti.

L’attuale ospedale dispone di circa 460 posti letto. Il nuovo ospedale arriverà a 821 posti letto, con un incremento di 311 unità, oltre a 40 posti tecnici, un nuovo polo territoriale, il potenziamento dell’automazione sanitaria e un pronto soccorso progettato per gestire fino a 100 mila accessi. «Non stiamo parlando di un semplice ampliamento, ma di un nuovo modello ospedaliero».

La superficie complessiva sarà di circa 180 mila metri quadrati con 1.700 parcheggi e un sistema di collegamenti viari già in fase di progettazione, a partire dallo svincolo autostradale di Settimo.

«Stiamo già lavorando alle strade che devono collegarlo, perché vogliamo cominciare con il passo giusto». Sul piano economico, il primo lotto è già coperto. «Abbiamo già le risorse per il primo stralcio: 349 milioni di euro che entrano subito in appalto».

Il progetto complessivo supera i 560 milioni di euro e la Regione ha già richiesto ulteriori 300 milioni di euro attraverso il riparto nazionale delle risorse INAIL per completare l’intera struttura. Occhiuto ha poi lanciato un messaggio che fotografa bene il vero nodo calabrese.

«In questa regione non c’è un problema di mancanza di risorse, c’è un problema di lentezza nella spesa e della messa a terra degli investimenti». Per questo il presidente rivendica l’ordinanza speciale ottenuta dal Governo sull’edilizia sanitaria, che consentirà procedure accelerate.

«INAIL potrà fare la gara dando solo dieci giorni per la presentazione delle offerte». Una corsia preferenziale che punta a evitare il destino di tante opere annunciate e mai concluse.

Ma il presidente ha voluto chiarire anche un altro punto fondamentale: il nuovo ospedale non può essere l’unica risposta.

Medicina e territorio

«Se pensiamo che la sanità sia solo ospedale, possiamo fare anche pronto soccorso da 200 mila accessi, ma saranno sempre in affanno». Da qui il richiamo alla medicina territoriale, alle case di comunità e al rafforzamento della sanità di prossimità.

Il messaggio finale è netto: il nuovo ospedale di Cosenza non è più una promessa elettorale né una suggestione urbanistica. È un progetto esecutivo. E per la prima volta, dopo decenni, il conto alla rovescia sembra davvero cominciato.