Nell'ultima puntata di Perfidia, il segretario regionale del Pd, Nicola Irto, ha detto alla nostra Antonella Grippo che i giornalisti si divertono a scrivere dei dem perché in casa loro c'è un dibattito che altrove viene silenziato.

A vedere quello che sta succedendo nel centrodestra sembra proprio che Irto abbia in qualche modo ragione. Basta vedere quello che sta succedendo in due centri importanti come Catanzaro e Reggio Calabria.

Partiamo dal capoluogo. Qui il centrodestra sembrava pronto a dare la spallata definitiva al sindaco Nicola Fiorita che da quattro anni governa senza una maggioranza in consiglio. La cosa era stata comunicata ai quattro venti con ben quattordici consiglieri che avevano depositato dinanzi un notaio le loro dimissioni. Per arrivare allo scioglimento ne bastavano altre tre che però non sono mai arrivate. I rumors dicono che in mezzo si è messo anche il vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso, che ha voluto tenere ancora in vita l'amministrazione Fiorita accarezzando il sogno di potersi candidare lui sindaco della città. Un sogno che veniva disturbato dalle ombre di un ritorno di Sergio Abramo. Fatto sta che la “spallata” non c'è stata e Fiorita e tornato all'attacco . Ma soprattutto si è levata forte la critica di un politico di esperienza come Mimmo Tallini che ha parlato di un “centrodestra catanzarese ormai in stato confusionale”, che ha “evidenziato crepe e divisioni che potevano essere evitate e discusse con prudenza e tempi giusti”.

«Tutto questo avviene - ha scritto Tallini - perché il centrodestra catanzarese è senza bussola, avvitato su sé stesso, incapace di trovare sintesi e proporre soluzioni. Senza la certezza di avere in tasca le 17 firme, ma soprattutto senza conoscere il perimetro della futura coalizione e il candidato sindaco, l'iniziativa “carnevalesca” si è rivelata un potente autogol».

Le cose non vanno meglio a Reggio Calabria dove la partita per le amministrative sembrava saldamente in pugno al centrodestra, invece qualcosa si è inceppato. Il nome del candidato non riesce a spuntare fuori. Nonostante la convenzione di San Valentino in cui il deputato Francesco Cannizzaro aveva adombrato la possibilità dell'annuncio, il nome ancora non c'è . Tutti gli alleati giocano a fare i furbi e mettere in mezzo lo stesso coordinatore regionale di Forza Italia. Cannizzaro? Ottimo candidato, dicono tutti. Lui non conferma e non smentisce. Si trincera dietro la classica frase: prima il programma!

Intanto il tempo passa e il centrosinistra ha avviato l'iniziativa delle primarie che è ottima non solo per la selezione del candidato ma anche per serrare i ranghi e fare proselitismo.

Il centrodestra allora sarà più silenzioso rispetto a un Pd che spesso lava in piazza i propri panni sporchi. Ma questo non vuol dire che sia meno litigioso.