Il passo indietro arriva all'indomani dell'esito del referendum. La decisione ufficializzata in seguito al colloquio con il ministro della Giustizia. Irto (Pd): «Nordio venga in aula a chiarire». Bonelli (Avs): «Ora tocca a Santanché»
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Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto del Ministero Giusi Bartolozzi si sono dimessi dai propri incarichi. La decisione dopo un colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, negli uffici di via Arenula.
«Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia – ha annunciato Delmastro con una nota –. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della Nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio».
Il passo indietro del sottosegretario è arrivato all'indomani dell'esito del risultato referendario e dopo giorni di polemiche per le notizie di stampa sul caso della quota, poi ceduta, in una società intestata alla figlia 18enne di Mauro Caroccia. Caroccia, il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta capitolina sul boss Michele Senese, sta scontando una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa. Sulla vicenda l'opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia.
Dopo le dimissioni di Delmastro, sono state ufficializzate anche quelle del capo di gabinetto di Nordio Giusy Bartolozzi, finita al centro di polemiche per alcune affermazioni fatte prima del referendum.
La reazione delle opposizioni
«Apprendiamo che si sono dimessi da pochi minuti il sottosegretario alla Giustizia Delmastro e la capo di gabinetto del ministro della Giustizia. A questo punto riteniamo necessario che il ministro Nordio venga in aula a chiarire cosa sta succedendo». Così è intervenuto in aula il senatore Nicola Irto, segretario d'aula del Pd dopo la notizia delle dimissioni di Delmastro e di Giusi Bartolozzi.
«Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d'ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra», afferma in una nota Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde. «Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che “non ha fatto nulla di scorretto”. Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d'ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanché, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato», conclude.

