Dopo la rimodulazione di 4,8 milioni decisa dall’esecutivo e il taglio di 300 milioni da destinare al Ponte sullo Stretto, il commissario Ue Fitto dice che dai finanziamenti per la Coesione si possono reperire milioni per fronteggiare l’emergenza. Il no dei governatori leghisti mentre Occhiuto tace
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L'energia è il grande tema della politica europea. Con il mondo che continua ad essere attraversato da guerre a varie latitudini, il costo dell'energia rappresenta un freno alla crescita e un problema per le famiglie. Per calmare il mercato è necessario un intervento dei Governi. Stiamo parlando di scenari internazionali ma che potrebbero avere pesanti ricadute per la Calabria.
Il commissario Ue, Raffaele Fitto, ha infatti proposto che i paesi membri per affrontare la crisi energetica potranno attingere ai fondi di Coesione. Ovviamente si tratta di una possibilità, non di un obbligo. Però è un'eventualità che il Governo Meloni sta valutando per reperire le somme necessarie a prorogare innanzitutto il taglio delle accise. Il problema è che i Fondi Coesione servirebbero a ben altro ovvero a investimenti strutturali per ridurre il divario tra le regioni del Paese . La Calabria ha già subito una decurtazione di 300 milioni di questi fondi che sono stati accantonati per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Soldi che sono stati congelati in attesa che l'opera venga realizzata. Non solista. Più in generale il Governo Meloni ha già attuato una massiccia rimodulazione dei fondi di coesione UE (ciclo 2021-2027), sottraendo oltre 7 miliardi di euro ai piani originari per destinarli a nuove priorità. Tagli ai vecchi progetti locali hanno colpito soprattutto il Sud, con la rimodulazione di 4,8 miliardi di programmi regionali concentrati in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Per quanto riguarda la nostra regione il taglio è stato di 524 milioni.
Tagli coerenti, quindi, che rischiano di riflettere sulla capacità competitiva della nostra regione. Il tutto nel silenzio della nostra classe dirigente. Di fronte alla possibilità paventata dal commissario Fitto, diverse regioni hanno alzato le barricate. In particolare anche i leghisti Alberto Stefani e Attilio Fontana si sono ribellati perché dicono che si tolgono alle regioni dei fondi che servono per altre finalità . Anche il presidente del Comitato europeo per le Regioni Kata Tüttő, rispondendo a Fitto, ha detto che i fondi di coesione non sono un bancomat da cui attingere per le emergenze. Nessuna reazione si è invece registrata dalla Calabria. Forse si aspetta mercoledì, quando la commissione europea dovrà rispondere alla richiesta inviata dal Governo italiano sulla possibilità di uno sconto di bilancio ovvero di creare ulteriore debito sforando i parametri imposti da Bruxelles per affrontare la crisi energetica. Gli analisti dicono però che una risposta positiva sarà difficile vista la situazione complessiva dei conti italiani con criticità che riguardano debito, disavanzo e Pil
Allora non resta che raschiare il fondo del barile e il barile sono proprio i fondi coesione. Come dire che la crisi energetica del Paese la pagheranno soprattutto le regioni del Sud.

