Una coalizione di sei liste per proporre una nuova rotta. Una campagna intensa tra piazze e quartieri che «pur essendo dura dal punto di vista fisico resta un'esperienza bellissima»
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Con l'approssimarsi delle consultazioni elettorali amministrative, il dibattito politico sta vivendo le ultime fasi. Nella scena delle proposte si posiziona la coalizione guidata dal candidato a Sindaco Luca Donadio, sostenuto da un robusto blocco di sei liste civiche e movimenti: Uniti Civicamente, Onda Civica, Patto per Castrovillari, Partecipazione e Solidarietà, Piazza in Movimento e Pace Salute Lavoro. Un progetto politico che si presenta agli elettori con una chiara visione per ridefinire il ruolo della città e che sta affrontando una campagna elettorale intensa, vissuta a stretto contatto con la popolazione.
Sul clima che si respira in queste settimane nei quartieri, abbiamo raggiunto con i nostri microfoni Donadio il quale così commenta: «Il sentore è un punto interrogativo perché la gente sembra essere tutta con me. Ovviamente ho l'esperienza per sapere che è una campagna elettorale molto difficile, una campagna elettorale molto incerta.
Però è davvero molto bella perché siamo stati prima in piazza a ricevere la gente, adesso invece stiamo andando nei quartieri a trovare la gente, a salutare la gente, a vedere la gente, assaggiare la gente. È una cosa bellissima di cui sono molto felice e speriamo che continui così. È dura dal punto di vista fisico ma è un'esperienza bellissima che spero di potermela godere fino all'ultimo».
Il documento programmatico condiviso dalla coalizione propone un radicale cambio di metodo basato sulla democrazia partecipata e sull'efficienza amministrativa. L'obiettivo dichiarato è restituire a Castrovillari il ruolo storico di "città cerniera" tra il Parco del Pollino e la modernità agricola della Piana di Sibari.
Nel fare un parallelismo con le altre forze in campo, e in particolare con la proposta del centrosinistra, il candidato Sindaco Donadio evidenzia: «La programmazione l'abbiamo fatta entrambi, l'abbiamo resa pubblica entrambi, quindi, è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente se lei va a vedere i programmi delle quattro coalizioni vede molte similitudini. La differenza che noi vorremmo proporre è proprio nella modalità di svolgere questi programmi e del modo con cui governare la città, sperando che riusciamo a governare la città. Grande rispetto per gli altri candidati, ovviamente cercheremo di superarli con le idee. Cercheremo di convincere i cittadini che le nostre idee, il nostro nuovo modo di fare politica, il nostro entusiasmo, la nostra allegria, questa nostra flotta di giovani possa convincere la gente a dire che è il momento di voltare rotta».
Dall'analisi del programma emergono linee guida ben definite per il rilancio del territorio: Diritto alla Salute garantita da una ferma opposizione al depotenziamento dell'Ospedale di Castrovillari (spoke fondamentale dell'ASP di Cosenza) e il rilancio della medicina di prossimità; Ambiente e Territorio con l’istituzione della Riserva Naturale Regionale Pedemontana per tutelare la biodiversità e frenare la proliferazione indiscriminata dei pannelli fotovoltaici a terra, valorizzando la filiera agricola di pregio; Lavoro e Impresa cercando di attuare un contrasto all'emigrazione dei giovani tramite patti per l'occupazione, spazi di coworking, incentivi alle start-up e recupero dell'artigianato tradizionale; Sviluppo Urbano e Infrastrutture puntando a interventi mirati sulla viabilità, abbattimento delle barriere architettoniche, riqualificazione del centro storico e la trasformazione dell'Autostazione in un moderno Hub intermodale; Rifiuti ed Energia con un netto rifiuto a nuovi poli tecnologici di rifiuti o inceneritori; potenziamento della differenziata e pieno supporto alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER); Cultura, Turismo e Sport con la trasformazione dei teatri (a partire dal Teatro Vittoria) in incubatori d'arte attivi, potenziamento del brand "Città Festival" e riqualificazione dell'impiantistica sportiva cittadina.
La competizione si preannuncia serrata anche sul piano dei numeri, con una ramificazione territoriale imponente che vede la coalizione sfidante muoversi su cifre speculari rispetto ai competitor diretti (oltre 90 candidati). Di fronte a questo affollamento di aspiranti consiglieri, Donadio non esita a esprimere una riflessione autocritica sulle logiche della macchina elettorale: «Sì, forse sono troppi e ne faccio anche me a colpa. Probabilmente questo sistema elettorale da questo punto di vista non è il meglio, probabilmente questa caccia di tutti al numero dei candidati non è la cosa più giusta da fare».
Ma prima dei saluti, il candidato tiene a fare una precisazione sostanziale sull'identità e sulla genesi del proprio progetto politico, rivendicando la genuinità del percorso fatto finora: «Voglio spezzare una lancia a favore di Civicamente perché noi siamo cresciuti giorno dopo giorno in questi due anni e quindi siamo cresciuti numericamente quasi come per attrazione e non per cercare di riempire le liste. Era una cosa che tenevo». L’ardua sentenza (leggasi “scelta”) democraticamente sarà espressa dai cittadini di Castrovillari, chiamati a scegliere nelle urne non solo tra programmi sulla carta affini, ma tra metodi, attitudini e visioni di governo profondamente differenti.

