Sei le donne elette in consiglio comunale a Reggio Calabria, a fronte delle quattro del 2020, seppure con subentri successivi e innesti esterni in giunta per via dei vincoli di legge.

Le più votate sono state MariaLuisa Curatola con 1412 preferenze per Reggio Futura e Serena Antonia Mangano con 1260 preferenze per Fratelli d'Italia.

Seguono Filomena Iatì, sempre Reggio Futura con 1094 voti e già consigliera comunale, la giovane 23enne e bandiera del rinnovamento Manuale Iatì, capolista della lista Cannizzaro Sindaco con 929 voti, l’ex consigliera provinciale di Parità Daniela De Blasio con 888 voti nella lista di Fratelli d’Italia e da Carmine Miriam Pitasi eletta nella lista Insieme si può con 405 voti di preferenza.

Tutte donne del Centrodestra anche se restano fuori le candidate della maggior parte delle liste comprese quella del primo partito della coalizione, ossia Forza Italia. A palazzo San Giorgio, tra i sette consiglieri eletti, nessuna espressione femminile del Centrosinistra che aveva schierato ex componenti della giunta come Lucia Nucera, Anna Briante e Angela Martino.

Solo sei donne, su trentadue consiglieri sederanno nell’aula Pietro Battaglia di palazzo San Giorgio. Un numero che resta basso. Il meccanismo della doppia preferenza istituito nel 2012 per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali e normalizzare sperequazioni endemiche generate da retaggi patriarcali difficile da scardinare, che a distanza di quasi 15 anni ancora non garantisce parità. Ma il fenomeno non è solo reggino.

Il quadro delle recenti amministrative ha registrato un forte distacco di genere, che tuttavia rispecchia anche un divario in termini di candidature. Le consigliere ricoprono il 35,3% oggi del totale, le vicesindache il 32,3%, e le presidenti del Consiglio sono donne nel 29,6%.

Un cammino ancora in corso e ancora particolarmente lungo se guardiamo alle sindache la cui incidenza è del 15,04%. La parità è invece più vicina relativamente alle assessore (44,5%). Un passo spedito segnato anche da deleghe un tempo anch’esse ostaggio di retaggi come Bilancio e Attività produttive. Sul fronte numerico, complice è anche la disposizione di legge che impone, anche con incarichi esterni se necessario, nei comuni con più di 3.000 abitanti (quindi inclusi quelli oltre i 180mila), che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato nella giunta comunale in misura inferiore al 40%. Dunque tra le elette vi sono anche potenziali assessore comunali di Reggio nella giunta che potrà essere composta da un massimo di 10 persone.

Secondo l’indagine Donne in Comune 2026, realizzata da Anci in occasione dell’ottantesimo anniversario del primo voto esercitato dalle donne, nella primavera 1946 alle amministrative e del referendum del 2 giugno 1946, dunque della Repubblica, nei comuni capoluogo le candidate erano solo 9 su 86 (il 10,5%). Una sola donna è stata eletta al primo turno (ad Andria). Nel reggino l’unica sindaca eletta è stata Maria Antonietta Coniglio, prima donna alla guida dell’amministrazione comunale nella storia di Pazzano. È stata eletta con la lista civica Pazzano nel cuore con un 51 % che ha lasciato dietro i due candidati uomini Bruno Chiodo e Antonio Geracitano.

Reggio, comune capoluogo e anche città Metropolitana, è arrivata al voto con quattro candidati uomini, come la dirimpettaia Messina. L’unica donna che aveva annunciato prima di loro la candidatura, Anna Nucera, ha poi compiuto un passo indietro ritirandola in accoglimento dell’invito all’unità arrivato dal Pd con il candidato sconfitto Mimmo Battaglia.