Il Partito Democratico in Calabria attraversa una crisi profonda, segnata da sconfitte elettorali, divisioni interne e assenza di una chiara alternativa al centro-destra. A dirlo senza giri di parole è Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del Pd, che nella sua intervista affronta nodi politici irrisolti, a partire da Cosenza, definita uno degli epicentri delle tensioni. Secondo il dirigete, il dato politico di partenza è inequivocabile. «Il Pd viene da tre sconfitte consecutive alle regionali, sconfitte pesanti che hanno aperto una ferita». Una ferita che impone una discussione anche aspra, perché «si è persa un'occasione importante».

Il confronto interno, per Guccione, non equivale tuttavia al caos. «Il Partito Democratico non è caos, è discussione, deve ritrovare la sua identità». Ma il problema, affonda, è strutturale e affonda le radici nella storia recente del partito. «Io ho sempre detto che il Pd in Calabria non è mai nato nello spirito vero del Partito Democratico, quello che doveva rappresentare».

L’assenza del progetto politico

La riflessione riguarda non solo la provincia di Cosenza, ma l'intero assetto regionale. «La Provincia di Cosenza deve essere una battaglia da vincere, ma riguarda anche gli assetti del Partito Democratico e il suo progetto politico». Un progetto che, secondo Guccione, oggi non c'è. «Non possiamo ricordarci di fare opposizione al centrodestra a due mesi dalle elezioni» dice lanciando una frecciata pesante ai suoi colleghi di partito della scorsa legislatura. Per lui in più occasioni il Pd calabrese «è sembrato accondiscendente verso le politiche di Occhiuto». Da qui la necessità di una discussione vera, che non sia di facciata. «Il punto è trovare un punto di caduta, un progetto per la Calabria, perché è necessario che ci sia un'alternativa credibile a questo centro-destra che ha portato la Calabria a risultati molto negativi».

Le divisioni interne non vengono negate, ma nemmeno demonizzate. «Le guerre correntizie ci sono sempre state e non riguardano solo Cosenza. Tuttavia - avverte Guccione – i calabresi ci hanno bocciato per tre volte consecutive alle regionali e questo significa che il Pd non è credibile come alternativa».

Gucicone e la Federazione provinciale del Pd d Cosenza

Nel quadro generale, Cosenza assume un ruolo centrale. Qui, secondo Guccione, si sta dando «l'impressione che ci sia una minoranza del Partito Democratico che tiene in ostaggio il partito». Un giudizio netto sulle vicende della federazione provinciale, dopo il congresso vinto di misura da Lettieri e la successiva raccolta di firme per la sfiducia. La gestione della crisi viene definita politicamente sbagliata. «Se c'è la maggioranza dei componenti dell'assemblea provinciale che ti chiede la convocazione sulla sfiducia e tu prima la convochi e poi la revochi, vuol dire che tu non sei più maggioranza». 

Le vicende del Pd si intrecciano inevitabilmente con quelle di Palazzo dei Bruzi. L'asse politico tra Caruso e De Cicco viene letto con realismo. «Tutti gli assi in politica hanno una vita breve - sentenzia -. L'alleanza che portò alla vittoria al Comune di Cosenza fu possibile perché mettemmo al centro la politica e costruimmo un accordo al ballottaggio. Oggi, però, le scelte che sono state fatte ultimamente a Palazzo dei Bruzi allontanano quel progetto politico e rischiano di dividere il fronte che aveva vinto. Un peccato, perché i risultati importanti ci sono stati, come il risanamento del bilancio comunale. Ma serviva un rilancio su temi strategici come la metropolitana leggera e la sanità».

La sanità e il silenzio del Pd

Da sempre impegnato sui temi sanitari, Guccione non risparmia critiche sulla gestione attuale. La doppia nomina di De Salazar come direttore dell'Azienda ospedaliera e commissario dell'Asp di Cosenza viene inquadrata come una mossa interna al centro-destra. «Oggi appare come una battaglia all'interno del centro-destra. Per me è in corso "una resa dei conti" che rischia di mettere in secondo piano il vero obiettivo: garantire centralità dal paziente e a chi ha bisogno di cure». A preoccupare ulteriormente è il silenzio del Partito Democratico sul tema. «Mi auguro che il Pd su questo faccia una battaglia, ma ancora non ho sentito nessuno del Pd e in particolare la Federazione spendere una parola". Un silenzio che, per Guccione, rappresenta l'ennesimo segnale di una crisi politica che a Cosenza e in Calabria non può più essere rinviata. Di seguito l’intervista video completa.