L’europarlamentare in quota FdI non nega le difficoltà per venire incontro alle esigenze degli imprenditori, e spera in altri strumenti europei. Sul bergamotto Igp invita a deporre le armi e accettare il risultato conseguito, mentre sulle comunali chiarisce: «il nome del candidato sindaco si fa insieme alla coalizione»
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«In questo momento non ci sono appuntamenti, non ci sono date, e quindi nelle prossime ore, nei prossimi giorni si definirà un possibile scenario anche perché si sta discutendo a livello regionale anche di altri comuni. C'è Crotone che va al voto, c'è Castrovillari, quindi ci sono comuni importanti che andranno al voto e quindi ancora una fase interlocutoria soprattutto dentro i partiti per poter essere poi pronti a discutere insieme con gli alleati».
A parlare è l’eurodeputato Denis Nesci, ospite della consueta videorubrica “A tu per tu”. Con lui si è discusso di comunali e dei temi caldi del momento a partire dalla devastazione dei cicloni che hanno accerchiato la Calabria nelle ultime settimane.
«Innanzitutto mi preme esprimere tutta la mia solidarietà a tutte le comunità colpite, agli imprenditori, ai cittadini, agli amministratori che ovviamente stanno combattendo in questo periodo con delle cose che in Calabria non erano mai successe, eventi straordinari. Ovviamente il governo nazionale ha recepito l'istanza della regione Calabria per lo stato di emergenza e sta predisponendo tutto quello che serve per richiedere un intervento con Bruxelles. Ovviamente le strade sono diverse, nel senso che la richiesta di poter accedere al Fondo di solidarietà a livello europeo la fa lo Stato centrale quindi il governo nazionale e l'Europa passerà poi all'esame della richiesta e passerà anche, tra l'altro, in Commissione Regi. Mi auguro che l'iter a Bruxelles sia veloce anche perché bisogna intervenire immediatamente. Noi avevamo come gruppo ECR, come parlamentari di Fratelli d’Italia, proposto alla Commissione Europea che ci fosse un intervento anche parallelamente, ma in maniera diversa, cioè ripristinare il famoso Restore che è scaduto purtroppo nel 2025, e che era un'ottima opportunità europea perché poteva dare delle risorse anche per compensare i danni, quindi il danno subito dall'imprenditore piuttosto che dal cittadino semplice. Purtroppo questo termine è scaduto, il 31 dicembre scorso, e noi stiamo cercando di proporre alla Commissione di poterlo prorogare almeno fino al 2027. È complicatissimo, però noi il tentativo lo stiamo facendo perché pensiamo che l'Europa, soprattutto in questo momento, deve essere vicina ai territori, deve essere vicina alle comunità perché le risorse ci sono e devono essere utilizzate quando servono».
Il tema che si ripropone dopo il passaggio del ciclone è quello delle scadenze delle concessioni balneari, da questo punto di vista ci si può aspettare qualcosa?
«Io penso che non possono essere sovrapposte le cose, quindi la discussione sulle concessioni balneare non verrà toccata da quello che temo io, però bisogna intervenire per mettere nelle condizioni gli imprenditori degli stabilimenti balneari, soprattutto in un territorio come la Calabria che vive di turismo, di poter subito ripartire, perché la stagione estiva è alle porte in questo territorio - anche se purtroppo questi cicloni sembrano allontanare questa prospettiva - con la possibilità di un contributo economico, ma io temo che la questione delle concessioni non verrà toccata».
Parliamo di sanità e di medici in corsia fino a 72 anni anche nel 2026. Nelle ultime ore è stato annunciato l’emendamento al milleproroghe da parte di Francesco Cannizzaro. Da una parte si sostiene che il governo mantiene gli impegni, dall’altra che in realtà il provvedimento in un primo momento era stato cassato, e quindi che il governo ha riparato ad un errore. L’importante però è che alla fine si mette una pezza…
«Parliamo della cosiddetta norma covid che prevedeva fino all'anno scorso la possibilità di far rimanere in corsia i medici over 72. Questa norma c'era nella prima fase della stesura della finanziaria ma è stata poi tolta per un parere del MEF e subito ci siamo attivati, io per quanto riguarda il lavoro che è stato fatto da Fratelli Italia, mi sono attivato andando subito dal Ministro della Salute a chiedere che si intervenisse su questo anche in virtù del fatto che sapevo che soprattutto un reparto importante dell'ospedale di Polistena si reggeva su tre operatori che avevano beneficiato di questa possibilità. Il Ministro si è impegnato affinché si risolvesse la parte tecnica, tant'è vero che nella fase della stesura del Milleproroghe il Governo ha fatto l'emendamento. che è anche in linea diciamo con quello che aveva annunciato il collega Cannizzaro. Quindi è intervenuto direttamente il Governo attraverso il Ministro della Salute e anche e soprattutto il Ministro Ciriani con il quale ho avuto la possibilità di seguire l'iter che in una prima fase non prevedeva la possibilità dell'utilizzo dei medici andati già in pensione nel 2025, cioè si determinava che valeva solo per quelli che andavano nel 2026. Invece, attraverso una buona interlocuzione con il Ministro della Salute e con il Ministro per i rapporti col Parlamento siamo riusciti a inserire e a completare l’emendamento, che allarga questa possibilità. Da quello che so io, sono stati già contrattualizzati tre bravissimi medici che reggevano il reparto di Polistena e quindi quel problema è stato superato».
Ma i problemi di reclutamento del personale rimangono intatti...
«Assolutamente sì. Voglio precisare, perché a volte passa un messaggio sbagliato, fermo restando che la linea guida deve essere quella di creare posti di lavoro e quindi mettere all'interno del sistema sanitario regionale ma anche nazionale delle persone, dei giovani che hanno la possibilità di entrare, quindi non costruire un sistema sanitario basato su eventi eccezionali, quindi il coinvolgimento di persone che già hanno dato tanto per la sanità pubblica, ma investire su nuove, quindi sull'opportunità di dare ai giovani laureati e quindi ai giovani medici che vogliono entrare nel sistema pubblico regionale e nazionale di poterlo fare. Quindi era una soluzione tampone ma il faro rimane sempre comunque l'impiego di giovani medici perché ci sono e quindi devono essere messi nelle condizioni di lavorare».
Il bergamotto di Reggio Calabria è Igp, superate le opposizioni il documento approda a Bruxelles. Cosa succede adesso, tenuto conto che le distanze tra il Comitato promotore e il Consorzio rimangono immutate e che è stato annunciato un altro potenziale ricorso?
«Io ho in qualche modo curato in prima persona tutto lo sviluppo della fase in Italia, sono soddisfatto che finalmente il Ministero dell'Agricoltura abbia dato il via libera per la trasmissione a Bruxelles del riconoscimento dell'Igp, penso che sia un bene per il territorio, per gli imprenditori e per un simbolo della città di Reggio Calabria. Che si finisca questa continua lotta, perché ritengo che cinque anni sono eccessivamente troppi per poter dare a questo territorio il giusto peso, soprattutto un prodotto di eccellenza che tutti ci invidiano. Io mi auguro che si finisca di intimare o di fare ricorsi, si lasci decorrere il tempo, e che Bruxelles possa lavorare nell'arco del più breve tempo possibile per dare una risposta. Io cercherò di seguire dall'interno degli uffici di Bruxelles l'Iter affinché sia il più veloce possibile».
L'ha detto prima in qualche modo, ma la sente un po' anche una sua vittoria?
«Io penso che sia una vittoria del territorio, penso che sia una vittoria degli imprenditori che hanno creduto fin da subito in questo riconoscimento e soprattutto penso che le lotte non servono, soprattutto quando si tratta di un potenziale di sviluppo economico per una realtà che ha bisogno di potersi collocare su altri panorami. Quindi, non voglio considerarla una vittoria mia o una mia idea, ma vorrei che venisse considerata come una vittoria degli imprenditori e della città di Reggio Calabria».
Parliamo di elezioni comunali, il giorno di San Valentino Forza Italia e quindi Francesco Cannizzaro hanno illustrato un programma in dieci punti che guarda ad un lasso di tempo di dieci anni. Cosa ne pensa? Sposerete queste linee di indirizzo? E cosa aggiungerete voi?
«Se si ricorda io quando sono venuto qua l'altra volta ho parlato di una piattaforma che deve essere proposta alla città di Reggio Calabria che non sia limitata ai cinque anni, ma che dobbiamo guardare a un lasso temporale più lungo. L'iniziativa è un'iniziativa di Forza Italia, del collega Canizzaro che ha esposto i dieci punti del programma che Forza Italia ha intenzione di proporre alla coalizione, ovviamente Fratelli d'Italia sta già lavorando per proporre alla coalizione altri punti importanti del programma per completare quindi, poi, insieme con gli altri alleati, la Lega e Noi moderati, un programma importante per una città importante che deve recuperare un terreno che in questi dieci anni di amministrazione Falcomatà ci lasciato un po' indietro. Sicuramente tutte le iniziative fatte dalla coalizione sono iniziative importanti, ma ovviamente ogni partito contribuirà in maniera costruttiva affinché si possa completare un programma che sia un programma credibile e soprattutto realizzabile».
Naturalmente tutti si aspettavano l'annuncio del candidato sindaco in una manifestazione così curata anche nei particolari, lei?
«Io onestamente non mi aspettavo che uscisse un nome in particolare, perché il nome del candidato sindaco si fa insieme alla coalizione. Non avevo notizie che c'era un nome che veniva presentato altrimenti sarei venuto pure io, ma sapevo che c'era in idea di fare un'iniziativa per presentare delle linee del programma di Forza Italia e quindi bisogna aspettare ancora un po'».
Insomma il candidato si annuncia tutti insieme?
«Penso che sia naturale come si fa in tutte le città in tutte le competizioni, anche a livello regionale, è la coalizione che annuncia il candidato».
Wanda Ferro nei giorni scorsi ha scelto Giovanni Calabrese quale coordinatore della fase elettorale, cosa vi aspettate e rispetto a liste e candidati come vi state orientando…
«Giovanni Calabrese ovviamente è una figura autorevole e importante del partito in Calabria al di là del suo ruolo istituzionale è un uomo di partito, è stato scelto in maniera collegiale dal gruppo di dirigenti del territorio, proposto ai nostri vertici e lui avrà il compito, insieme con tutti noi, di costruire una lista competitiva fatta di gente, donne e uomini che possono essere l'espressione di Fratelli d'Italia e siamo convinti che si possa fare una lista importante. Io penso che da qui a qualche settimana ci sarà qualche annuncio di qualche ingresso importante in Fratelli d'Italia, quindi sarà una bella iniziativa di partito che produrrà effetti positivi sulla coalizione perché Fratelli d'Italia vuole mantenere il livello anche a livello locale, il livello che ha a livello nazionale: siamo il primo partito in Italia e vorremmo provare a ottenere un risultato importante anche a Reggio Calabria».

