C’era un convitato di pietra al battesimo dell’associazione “I Riformisti” ovvero il Pd. «Se uno dovesse chiedersi chi è il miglior alleato del centrodestra, io risponderei il Pd», dice il sindaco di Rende, Sandro Principe. «Ditemi che cosa viene fuori dal più grande partito d'opposizione che può interessare e accarezzare la curiosità di un amministratore locale, sui temi dello spopolamento, del turismo, dell'accoglienza, delle infrastrutture. Se voi notate, laddove il Pd non c'è stato, i sindaci hanno vinto, a Rende, a Cetraro, a Paola, a Trebisacce», ha detto invece il sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta che poi ha parlato di deserto politico nel centrosinistra. In sala molti ex del Pd da Geppino Camo ad Antonio Scalzo e poi ancora Mimmo Pappaterra fino al segretario regionale del Psi, Luigi Incarnato. Fra gli altri anche l’ex consigliere regionale Francesco De Nisi. Si perchè l’associazione nasce sulle ceneri di Casa Riformista, nata alle recenti regionali e già naufragata «perchè qualcuno – spiega Principe- voleva confonderci con ItaliaViva».

Insomma il senso dell’associazione è porre temi politici sul tappeto per fare da stimolo al centrosinistra e al Pd in particolare. Poi quello che succede si vedrà visto i grandi movimenti sotterranei che sta vivendo la politica italiana. Qualcuno stuzzica il segretario Salvatore Magarò per la sua introduzione. Questi parla di un’associazione composta da liberali, riformisti, cattolici. Sembra quasi di sentire Roberto Occhiuto quando dice che Forza Italia è pronta a conquistare lo spazio politico che intercorre dalla Meloni alla Schlein.

Sandro Principe, vero mattatore dell’iniziativa, frena. Ricorda che i componenti dell’associazione hanno tutti una storia politica ben definita e una radice politica comune. Lo scopo per il momento è mettere sul tappeto iniziative riformiste, intendendo per riformiste iniziative «audaci, capaci di incidere fattivamente nella realtà e superare le divisioni sociali». Per questo il sindaco di Rende fa notare come all’associazione abbiano aderito diversi suoi colleghi amministratori, gli unici che in una politica parolaia sono quelli che si sporcano le mani per provare a dare risposte alla gente. Insomma il leit motiv è sempre lo stesso: ognuno in base ai suoi meriti, a ognuno in base ai suoi bisogni.

Certo nemmeno Principe può escludere in un futuro nuovi scenari, quando gli si fa notare che un interlocutore potrebbe essere proprio il presidente Occhiuto che da tempo prova la scalata a Forza Italia parlando di rivoluzione liberale e diritti civili. Principe si schermisce. Dice che se il Pd avesse svolto la funzione per la quale era nato molto probabilmente l’associazione non era nata. Su Forza Italia dice che vedremo cosa succederà. Certo il partito forzista degli inizi, il cui impianto teorico era stato costruito da intellettuali di spessore come Marcello Pera ed economisti come Antonio Martino, aveva in sè un seme riformista. L’associazione quindi non si preclude nessuna strada.

Magarò mente quando dice che non ci sono scadenze elettorali immediate. Fra un anno si vota alle Politiche e anche per la città di Cosenza. Vedremo le affinità e convergenze politiche che troveranno i Riformisti.