Un messaggio vocale, attribuito al sindaco di Lamezia Terme Mario Murone, finito nelle chat e diventato virale nel giro di poche ore, accende lo scontro politico nella città della Piana. Nel file audio, la cui autenticità non è stata ufficialmente confermata, si sentirebbe una voce fare riferimento alle polemiche sulle illuminazioni natalizie a Sant’Eufemia, utilizzando l’espressione «si sono zittiti questi straccioni».
Il contenuto dell’audio sarebbe riconducibile alle contestazioni sollevate nei giorni scorsi da numerosi cittadini del quartiere di Sant’Eufemia per la carenza di luminarie e addobbi natalizi durante il periodo delle festività. La diffusione del messaggio ha immediatamente provocato una dura reazione politica, in particolare da parte delle forze di opposizione di centrosinistra.

La posizione del sindaco

Da quanto si apprende, Murone avrebbe respinto l’interpretazione secondo cui l’espressione contestata fosse rivolta ai cittadini di Sant’Eufemia, sostenendo invece che il riferimento fosse a esponenti politici locali. Il sindaco avrebbe inoltre precisato che l’audio sarebbe stato inviato all’interno di una chat ristretta della Giunta comunale.
Sempre secondo fonti interne al centrodestra, Murone avrebbe deciso di convocare d’urgenza la Giunta, chiedendo le dimissioni del presunto responsabile della diffusione del messaggio vocale e, in caso contrario, annunciando la revoca dell’incarico assessoriale.

L’attacco del Pd

Durissima la reazione del Partito democratico. In una nota congiunta, il segretario cittadino Vittorio Paola, il presidente Luigi Muraca, il capogruppo Fabrizio Muraca e il segretario dei Giovani dem Angelo Curcio parlano di dichiarazioni «sconcertanti».
«I cittadini di Sant’Eufemia – scrivono – hanno premiato Murone con un enorme consenso e, a distanza di pochi mesi, si trovano apostrofati come “straccioni”. È questo il profilo istituzionale del sindaco?». Per il Pd si tratta di «una destra autocratica, allergica al confronto», con un linguaggio «più consono a un bar di periferia che a un rappresentante delle istituzioni».

Masi: «Sviliti i ruoli istituzionali»

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale del Pd Gennarino Masi, che parla di «forte decadimento del confronto politico e di svilimento dei ruoli istituzionali». Masi critica inoltre la scelta di convocare d’urgenza la Giunta comunale: «Non per affrontare temi prioritari come la sicurezza, anche alla luce degli ultimi episodi di cronaca, ma per individuare il responsabile della diffusione dell’audio. Un atteggiamento che trasuda tracotanza e rivela tutta la debolezza politica del sindaco».

Vitale (Azione): «Servono scuse alla città»

Parole critiche anche da parte di Annita Vitale, segretaria cittadina e consigliera comunale di Azione. «Il linguaggio utilizzato dal primo cittadino non è un dettaglio – sottolinea –. Che fosse rivolto ai cittadini o a esponenti politici cambia poco: a chi amministra è richiesta una misura che non è facoltativa». Secondo Vitale non si tratterebbe di una semplice scivolata di stile: «Parole di questo tipo rivelano un’idea di confronto pubblico che indebolisce il clima civile. Minimizzare non convince: sarebbe invece doveroso presentare pubbliche scuse alla città».

La vicenda continua ad alimentare il dibattito politico a Lamezia Terme, mentre si attendono eventuali sviluppi dalle decisioni annunciate dal sindaco.