«Una cosa buona l'abbiamo fatta, abbiamo ricompattato il Pd». Non è livoroso il tono della conferenza stampa convocata da Massimo Canale a quasi una settimana dal voto delle Primarie del centrosinistra, ma quella battuta, se così la vogliamo catalogare, è plasticamente rappresentata dai numeri che hanno premiato Domenico Battaglia e il Pd. Il voto strutturato, di apparato, contro un voto di opinione che non è riuscito a sfondare. Ed è questa la recriminazione più chiara di Canale che pure si è impegnato da più di un anno rispetto all’idea della candidatura, che non nasceva per caso, ma al termine di un percorso che aveva visto commissionato anche un sondaggio (ora risalente ad Aprile 2025) che, disegnando una comunità che chiedeva un cambio di passo e non era certo contenta per l’andamento della città, aveva chiarito alcuni aspetti chiave per affrontare un’elezione a Reggio. «Perché non sembri a nessuno - ha premesso Canale - che questa idea della candidatura nel centrosinistra fosse in qualche modo un capriccio o piuttosto una levata di testa, era una cosa che scientificamente poggiava i piedi su dei dati che noi avevamo commissionato alla società Proforma che si occupa di comunicazione, e che indicava anche strategicamente quali fossero gli elementi da utilizzare per questa campagna elettorale».

Canale naturalmente non rinnega nulla, neanche il patto sottoscritto al tavolo del centrosinistra, ma chiarisce che si tira fuori da una nuova campagna elettorale diretta. «Terremo fede al patto che abbiamo fatto con il resto del centrosinistra, pur nella diversità, perché non è che domenica scorsa, il 15 marzo, per incanto io abbia cambiato idea rispetto alla necessità di segnare una discontinuità rispetto all'amministrazione uscente. È necessario sottolineare le cose positive fatte da questa amministrazione, ma se noi dobbiamo semplicemente essere la cassa di risonanza dell'amministrazione attuale non vedo per quale ragione dovrebbero votare la lista Onda Orange e non è un posizionamento strategico, esiste un bisogno in una misura del 20% circa di discontinuità che noi speriamo di riuscire a interpretare».

Quindi l'obiettivo rimane invariato ed è quello di allestire una lista fatta di donne e di uomini, che a Canale piacerebbe ricalcasse quella di Energia pulita nel 2011, con il 50% di donne e il 50% di uomini. «Proveremo a farlo con dei candidati che dovranno avere delle caratteristiche, che sono dei candidati che non devono avere avuto esperienze politiche radicate e continuative, vorremmo dare spazio a candidati che possano rappresentare una novità e, in ultima analisi, per dare un'opportunità reale a tutti in questa lista, se riusciremo a farla come io spero, di diventare consigliere comunale e di poter rappresentare questo gruppo di persone e il nostro modo di interpretare la politica, che è diametralmente opposto rispetto a tutti gli altri. Siamo gli unici a essere andati per strada, siamo gli unici a aver parlato con i cittadini di Reggio Calabria dei temi della città, abbiamo costruito un programma sulla base delle indicazioni che sono venute dalla gente, dai cittadini e quindi ritengo indispensabile dare seguito a questa esperienza con determinazione, con onestà nei confronti dei nostri alleati, pur sottolineando le differenze che esistono e che nessuno può cancellare, che siamo strutturalmente diversi, strutturalmente abbiamo un consenso diverso. Anche le notizie di queste ultime ore rispetto ad alcune nomine in società di livello regionale dimostrano come noi in effetti stavamo provando a fermare un muro, a spostare un muro con le mani nude, quindi è del tutto evidente che non ci sarebbe stata partita, quindi questo intendiamo farlo in questo modo qui, dando una reale possibilità».

Canale ha sfiorato, e ne va fiero, il 20% dei consensi. «Io avevo puntato tutto in queste primarie su un voto di opinione pura, io non ho apparati, non ho assessorati, non ho vicesindaci, non ho società miste, non sono stato consigliere regionale come Giovanni Muraca nell'ultimo anno, di conseguenza io insieme al gruppo delle persone che hanno lavorato con me in questi mesi ci siamo rivolti ad un elettorato che pensavamo di individuare nell'elettorato di centro-sinistra, libero da schemi, apparati amministrativi a vario titolo coinvolti nelle amministrazioni di Città Metropolitana e di città di Reggio Calabria, e quindi era a quel tipo di elettorato che io mi rivolgevo, ragione per cui se le primarie, anziché essere un episodio e un evento di partecipazione reale da parte del popolo del centrosinistra della città, diventano esclusivamente un appuntamento all'interno di un schema in cui chi riesce a mobilitare di più i propri elettori vince, il quadro che ci viene restituito con pochissimo voto di opinione, non poteva che essere quello che abbiamo detto».

Poi, la precisazione: «Io personalmente non sarò candidato a consigliere comunale, non intendo farlo, perché questo significherebbe in qualche modo partire con un anno di vantaggio rispetto a tutti gli altri candidati nella lista di Onda Orange, perché io sono stato sui social, sui giornali, ininterrottamente almeno negli ultimi due mesi, e questo mi vedrebbe in una situazione di vantaggio che io non voglio in alcun modo utilizzare, proprio perché ho sempre detto. Quindi io tengo fede, in maniera coerente, a quel patto che ho fatto con i miei compagni di strada e con la città di Reggio Calabria. Io ho già fatto il consigliere comunale, è un'esperienza che mi ha arricchito tantissimo, di cui sono orgoglioso, però per me la politica non è un lavoro, è una passione, è un dovere, ho ritenuto di doverlo interpretare in questo modo, provare a rappresentare una parte di città che non si è sentita rappresentata».

C’è ora da capire quanto del programma firmato da Onda Orange e da Canale può entrare in quello ufficiale del centrosinistra, anche perché oltre a quello di Massimo Canale non ne è circolato nessun’altro.

«Il programma noi l'abbiamo fatto e ce l'abbiamo. Non so se l'avessero fatto loro, non mi risulta. Immagino che quanto del nostro programma venga ritenuto di qualità possa essere fatto proprio dal centrosinistra».