Il parlamentare Fdi interviene sul caso difendendo l’investitura di Mariangela Preta: «Polemiche strumentali. Parliamo di una figura tecnica, con anni di esperienza sul campo»
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Si accende il confronto politico attorno alle nomine del Consiglio di amministrazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con il dibattito che coinvolge maggioranza e opposizione e si intreccia con accuse reciproche di strumentalizzazione. Dopo le critiche sollevate in particolare dal deputato del Partito democratico Nico Stumpo, arriva la replica dell’onorevole Fausto Orsomarso, che respinge le contestazioni e difende la legittimità delle scelte.
«Assistiamo – dichiara Orsomarso – all’ennesimo tentativo di trasformare ogni scelta in una polemica politica, anche quando si tratta di nomine pienamente legittime e fondate su competenze reali. È il solito schema: quando le nomine non sono “gradite”, diventano improvvisamente un caso nazionale».
Nel merito, il parlamentare richiama il profilo di Mariangela Preta, direttrice del Polo Museale di Soriano Calabro e dei Musei Civici di Pizzo, sottolineandone l’esperienza maturata nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
«Parliamo – prosegue – di una figura tecnica, con anni di esperienza sul campo, che rappresenta un valore aggiunto all’interno di un organismo che deve occuparsi di cultura, non di propaganda. E invece si preferisce alimentare polemiche sterili».
Orsomarso evidenzia quindi quella che definisce una contraddizione nel dibattito politico, citando altri casi che, a suo dire, non avrebbero ricevuto la stessa attenzione.
«Si sollevano polemiche per una nomina legittima, mentre nessuno spiega come e su quali basi siano avvenute altre scelte ben più discutibili. Il Comune di Reggio indica in Sorical Demetrio Naccari, cognato del sindaco Giuseppe Falcomatà, e tutto tace».
Il riferimento si allarga anche ad altre vicende politiche regionali.
«E non solo: vale la pena ricordare anche la nomina della sorella di Nico Stumpo, effettuata dall’allora presidente della Regione Mario Oliverio, nel ruolo di Consigliere di Parità, incarico peraltro retribuito. Così come resta senza risposta la questione relativa alla nomina della propria sorella e alle basi su cui è stata effettuata. Su queste vicende, però, nessuno ha sollevato lo stesso clamore».
«Il punto – conclude Orsomarso – è semplice: la cultura non può essere ostaggio dell’ipocrisia politica. Servono competenze, serietà e rispetto delle istituzioni. Il resto è solo rumore».


