Il governatore della Calabria e vice segretario del partito azzurro in un’intervista a Panorama: «Dobbiamo interpretare le lezioni di Berlusconi non solo citarlo». Invoca nuove energie e su Meloni: «Centrodestra si limita a guardarla»
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In Forza Italia «c'è il tentativo, che dovrebbe essere condiviso da tutti, di farla tornare gloriosa. Ha rappresentato una grande novità politica negli ultimi trent'anni. Silvio Berlusconi è stato un grande innovatore. Ma il compito dei discepoli dovrebbe essere quello di interpretare le lezioni del maestro, non di citarlo solamente. Chi ha fatto grandi cose nella vita, non c'è riuscito soltanto per i buoni insegnamenti. Forza Italia ha smarrito la sua carica di modernità». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, in un'intervista a Panorama.
«Sarà impossibile trovare un altro Berlusconi. Però, dovremmo prenderlo come esempio. Aprì a persone che non avevano mai fatto politica: dagli studiosi agli imprenditori». Intanto, il partito vivacchia? «Galleggia». Colpa del leader? «Tajani - dice Occhiuto - deve avere la nostra riconoscenza. Ci ha permesso di sopravvivere quando tutto sembrava finito. Ha dimostrato equilibrio e saggezza. Ora, però, bisogna rilanciare. Lui stesso diceva che l'obiettivo era arrivare al venti per cento». Il partito ora è all'8%. «Appunto».
L'impresa - scrive Panorama - non sembra agevole. «Invece - prosegue il vice segretario di Fi - possiamo farcela. Basta ingranare un'altra marcia. Prendiamo la straordinaria e bravissima Meloni. L'ho conosciuta ancora prima di diventare capogruppo alla camera. Ma nemmeno io, che sono sempre stato un suo grande estimatore, avrei mai pensato che sarebbe diventata il leader più autorevole d'Europa. Ho l'impressione che il centro destra si limiti a osservare Giorgia, mentre dovrebbe pensare a fortificare la coalizione».
Alla domanda, "non siete un valore aggiunto?", Occhiuto risponde: «Non quanto potremmo esserlo. Ai tempi di Berlusconi, dall'altra parte c'erano Prodi e Gentiloni. Adesso ci sono Schlein e Albanese. Un bel pezzo di riformismo moderato dovrebbe essere intercettato da Forza Italia». E alla domanda su "Tajani, difatti, corteggia Calenda", il governatore della Calabria dice: «E fa bene. Ma il vero punto resta la svolta politica». «Vorrei un partito più aperto. Aria fresca. Nuove energie», aggiunge Occhiuto.
Occhiuto: «Io al congresso? Non lo escludo»
Sulla giustizia «siamo troppo timidi. Alla mia iniziativa ha mandato un video Stefano Esposito, ex senatore del Pd, vittima della malagiustizia e dell'illusione garantista». Potrebbe tingere il suo futuro di azzurro? «Perché no?», risponde Roberto Occhiuto a Panorama. A inizio del 2027 ci sarà il congresso. Tajani ha già annunciato che si ricandiderà. «Non voglio rinchiudermi nel cortile delle polemiche interne. Continuero' ad animare discussioni e confronti».
«Non lo escludo, ma nemmeno lo dò per certo. Credo di aver già dimostrato che il coraggio non mi difetta. Manca almeno un anno, comunque», risponde Occhiuto a una domanda sulla possibilità di una sua candidatura al congresso di Forza Italia. Nell'attesa? «Il problema non è Tajani. Dovrebbe però circondarsi di persone che lo possano aiutare a rendere Forza Italia più moderna e liberale. Se ci sarà questo rinnovamento, non saranno necessarie disfide. Ora però vorrei parlare di temi, non di congressi». Pure Pier Silvio Berlusconi ha balenato l'ipotesi di fare politica. «Mi sembra che nessuno dei figli abbia questa intenzione. Sanno però che Forza Italia era una delle creature che il padre amava di più. E vorrebbero vederla crescere in sintonia con le sue idee», osserva Occhiuto.

