Il primo cittadino Caminiti sul recente provvedimento: «Dobbiamo leggere il decreto per comprendere come si è pensato di superare i rilievi posti dalla Corte dei Conti. Un’accelerazione sull’opera? Non mi sembra»
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«È una dichiarazione che non è nuova per il nostro Comune. È probabilmente la quarta o la quinta volta che sentiamo dire che è tutto pronto e che non ci sono più ostacoli. La verità è che dobbiamo leggere il decreto per comprendere come si è pensato di superare i rilievi posti dalla Corte dei Conti». Lo ha detto la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti commentando le parole del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini che dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo decreto Ponte, ha auspicato l'apertura dei cantieri in pochi mesi.
«Atteso - ha aggiunto - che i due grossi limiti che avevamo visto, che avevamo sottoposto al giudizio del Tar e che avevamo rivisto nelle sentenze della Corte dei Conti, sono, il primo, quello del passaggio da project financing ad appalto pubblico, con la necessità, quindi di andare a nuova gara. E bisogna capire cosa vorrà fare il governo rispetto a questo. E riteniamo che l'altro passaggio obbligatorio, ormai, sia quello in Commissione Europea. Il governo adesso deve andare a Bruxelles, per confrontarsi sulla procedura del ponte e sulla tutela delle nostre aree protette».
«Nel decreto di ieri - ha concluso Giusy Caminiti - non c'è più la nomina del Commissario straordinario e che tutto torna al Mit. Che vuol dire comunque non accelerare su un processo che è stato ben definito e ben 'palettato' dalla Corte dei Conti. Restiamo in una fase di attesa. C'è da leggere il decreto e soprattutto attendiamo di capire quali saranno i passaggi che il Mit, e quindi il governo, intende fare».



