«il Ponte è un segnale di speranza per gli italiani, sarà una grande opera di reimmigrazione positiva in Sicilia non le migliaia di persone che arrivano con i barconi a Lampedusa». Dal palco di Messina, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini rilancia con forza il progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, definendolo anche «la più grande operazione contro mafia e 'ndrangheta che prospera dove non c'è lavoro».

A sostenerlo, una mobilitazione trasversale riunita davanti al Municipio di Messina per la manifestazione “L’ora del ponte”, con l’adesione di 50 sigle tra associazioni imprenditoriali, sindacati e movimenti politici, uniti dall’obiettivo dichiarato di contrastare «la marginalità, il sottosviluppo infrastrutturale, la disoccupazione, lo spopolamento del territorio e la desertificazione produttiva di Sicilia e Calabria». Tra gli slogan esposti: «Più lavoro e sviluppo, no assistenzialismo», «No razzismo infrastrutturale» e «L’ora del ponte è tempo di unire l’Italia».

«Non è il ponte della Lega, ma un'opera che fa risparmiare soldi, tempo e inquinamento. Come cambia la vita dei pendolari con una metropolitana che collega Sicilia e Calabria. I no sono ideologici e pregiudiziali. C'è chi dice chissà che interessi ha Salvini sul Ponte... ma quali interessi... Il Ponte sarà il più grande messaggio di orgoglio e speranza anche per gli italiani all'estero. Poi come fanno pseudo ambientalisti a un'opera che toglie miglia di Co2...».

«Sono 80 anni che dicono che prima del Ponte bisogna fare strade e ferrovie, e sono 80 anni che non si fanno né strade né ferrovie. Tra Sicilia e Calabria ci sono in corso lavori pubblici per 50 miliardi di euro messi a disposizione da questo ministro da questo governo», ha aggiunto.

«Noi andremo avanti per realizzare il ponte, e lo faremo». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, alla manifestazione a favore del ponte sullo Stretto a Messina cui stanno partecipando oltre duemila persone tra cui molti sindaci delle due sponde dello Stretto.

«Il ponte si deve fare - ha aggiunto - Ci crediamo, lo sosteniamo, lo abbiamo co-finanziato con un miliardo e trecento milioni accantonati. E' un'opera che è il sogno dei siciliani. Noi vogliamo che i sogni si tarsformino in realtà e a questo sogno non vogliamo rinunciare. Matteo Salvini avrà nel presidente della Regione un alleato di ferro per la realizzazione del ponte. La collaborazione sinergica col ministro Salvini è sotto agli occhi di tutti, vogliamo far crescere le infrastrutture, migliorare i percorsi autostradali, a lavorare sulle dighe, e questo significa lavorare assieme per la nostra terra».

«Ogni tanto gli organismi di controllo eccedono, ma non voglio entrare in polemica con un organo di controllo. L'importante è avere la testa dura e andare avanti. Il partito del no a prescindere non ci appartiene, è esso che blocca la crescita della regione. No al partito del no, noi siamo per la crescita per l'investimento delle somme. La Regione mai come adesso ha avuto risorse finanziarie in cassa notevoli. La scommessa non è averle ma è riuscire a spenderle velocemente perché poi le procedure, i cavilli, la burocrazia ti paralizzano o ti rallentano la spesa».

Tra i promotori dell’iniziativa, Massimo Ripepi, presidente dell’associazione “Sì ponte sullo Stretto - Sì allo sviluppo” e segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria: «Oggi a Messina per dire sì al futuro. Chi si oppone nega lo sviluppo e la ricchezza del nostro territorio».

Ripepi sottolinea anche l’impatto occupazionale dell’opera: «Il progetto del ponte sullo Stretto stima la creazione di circa 120.000 posti di lavoro complessivi nell'arco di sette anni, considerando cantieri, indotto e intera filiera produttiva. Ogni anno saranno impegnati mediamente tra i 4.300 e i 7.000 addetti diretti, con migliaia di candidature ad oggi già pervenute a WeBuild».

E aggiunge: «Un dato che dimostra come il ponte non sia soltanto un'opera infrastrutturale, ma una concreta occasione di lavoro, crescita economica e rilancio sociale per migliaia di famiglie calabresi e siciliane».

Secondo il dirigente calabrese, inoltre, «oggi più che mai sono state stanziate e spese risorse per le opere primarie proprio perché la nascita di una grande opera funge da catalizzatore», evidenziando che «dire no al ponte significa dire no all'alta velocità, no a strade moderne e no al futuro dei nostri giovani».

Sul piano tecnico interviene l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci: «Io non sono un politico e non voglio fare valutazioni di tipo politico. Sono un tecnico e come tale ho avuto un incarico di realizzare questa opera e quindi continueremo a lavorare con il massimo impegno per realizzarlo».

Ciucci mette in guardia da eventuali stop: «Credo che sarebbe poco sensato fermare il progetto o rallentarlo, perché significa tempi e costi e questo credo che non ce lo possiamo più permettere».

E indica una tempistica precisa: «Entro l'ultimo trimestre dell'anno inizieranno i lavori propedeutici al Ponte sullo Stretto. Il nostro obiettivo è di completare l'opera, e lo faremo: ci vorranno otto anni. Vi diamo l'appuntamento per l'apertura al traffico».

Nel dettaglio: «Contiamo di poter completare l'iter della procedura entro settembre, che vuol dire che nell'ultimo trimestre dell'anno ci sarà la prima attività sul territorio», con un avvio graduale tra «bonifiche, soluzione delle interferenze, archeologia e prime opere richieste dalle città».

Dal fronte politico, il senatore Nino Germanà parla di «una grande manifestazione di popolo per dire sì al ponte sullo Stretto che non si vedeva da anni» e rivendica: «L'opera ingegneristica più importante del secolo era nel programma del governo Meloni, e per noi è un impegno preso con gli italiani che manterremo senza alcun passo indietro».

Germanà aggiunge: «Stiamo superando i rilievi tecnici della Corte dei Conti, sappiamo che i no politici all'opera sono tanti, ma l'obiettivo lo centreremo» e auspica di «chiudere questa legislatura con almeno un anno di cantiere aperto».

A sorpresa, dal palco arriva anche il sostegno trasversale di Enzo Bianco: «Sono sempre stato a favore del ponte sullo Stretto e non cambio idea perché a qualcun altro gli gira per la testa, senza motivo, di dire che è un'opera indispensabile per lo sviluppo, non va realizzata».

L’ex ministro sottolinea: «La realizzazione di un'opera che unisce la Sicilia con l'Italia e col resto dell'Europa è un'occasione straordinaria» e ribadisce: «Non ho cambiato opinione ora perché governa un'altra parte politica». Poi l’appello: «Cercherò di convincere anche la mia parte politica… Tutti uniti, indipendentemente dal nostro colore politico».

Infine, il mondo produttivo con Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria: «La partecipazione di oggi a Messina conferma la centralità del tema delle infrastrutture per il futuro economico della Sicilia e dell'intero Mezzogiorno».

Rizzolo invita a un approccio pragmatico: «Il confronto su opere strategiche come il Ponte sullo Stretto va inquadrato in una visione economica complessiva», ricordando che «per le imprese siciliane resta prioritario il superamento del divario infrastrutturale» e concludendo: «Lo sviluppo passa dalla realizzazione di infrastrutture moderne ed efficienti».