Centrodestra e centrosinistra nascondono le proprie identità e provano a mascherare le rispettive debolezze puntando più a non perdere che a vincere. Progetti trasversali in corso sotto l'egida di “padri nobili”
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C'è un solo modo, il solito da sempre, che nasconde quasi alla perfezione le debolezze tutte interne di due coalizioni ormai sgangherate e prive di identità e ambizioni. Impastare tutto e tutti. Mischiare carte e problemi. E andare di trasversale, sotto l'egida di qualche "padre nobile" che fa da cappello. Tanto quel che conta, a destra come a manca, come è noto non è vincere tanto più se di squadra. Ma non far vincere o se possibile far perdere il proprio o i propri avversari interni.
Si chiama "schiaffo del soldato". La sberla parte, e non deve essere per nulla chiaro da dove.
Centrodestra e centrosinistra di Calabria a questo giocano con tecniche sopraffine ormai. E il prossimo incrocio delle Provinciali di Cosenza non fa eccezione.
I giochi per liste e candidato alla presidenza si fanno in settimana ma in alto mare ancora appare la vera sfida, se mai ci sarà, tra gli schieramenti. O quello che rimane degli schieramenti.
Nel centrodestra il duello sotto oceani di silenzio è sempre lo stesso. Gallo non vuole esporsi e Occhiuto nemmeno. Ognuno dei due gradirebbe che a perdere fosse l'altro tanto più che Succurro (non da sola...) lascia un cambialone da più di 80 milioni di euro sul groppone (a beneficio dell'abruzzese Colasante che deve efficientare di nuova "energia" tutte le scuole...) e tanto più che se conti il voto ponderato e pesante il centrosinistra parte sulla carta in netto vantaggio. Della serie, la partita la decide l'altra parte del campo.
E così si gioca di fino tra i due. L'universo Occhiuto fa filtrare corse lanciate per Faragalli o Iacobini (uomini di Gallo) e come contraerei a Gallo non dispiacerebbe una candidatura di Buccarelli (vicina o vicinissima al cerchio più magico che c'è del governatore). Nessuno partirebbe da favorito. Se il centrosinistra fa il centrosinistra (ineditamente unito) sarebbe sempre favorito ragion per cui la corsa di un proprio delfino appassiona pochissimo Occhiuto e Gallo. Meglio il delfino dell'altro, tanto la partita si gioca a sinistra.
Ed è qui che scattano le vere manovre, alcune delle quali non ostili se non proprio più o meno indirettamente gradite allo stesso presidente di Regione (e al cambialone di cui sopra, comunque da "gestire"). Sandro Principe non ne ha fatto mistero sia in kermesse al Garden che in una successiva occasione mediatica. La Provincia è ente scassato, dissestato finanziariamente. Occorrerebbe un "Draghi" o comunque una figura mediana tra le parti che faccia sostanzialmente da "insalata" tra centrosinistra maggioritario e centrodestra. Nel segno della responsabilità e della collaborazione. Una specie di larghe intese per Palazzo XV Marzo. Principe ha reiterato più volte la sua indisponibilità per questo compito gravoso ma non per questo il progetto ha smesso di camminare e nemmeno i nomi appresso. Che tra le indiscrezioni circolano. Da Peppino Aieta a Salvatore Magarò, tanto per dire. Lo schema è chiaro. Vincerebbe (ma solo sulla carta) il centrosinistra con ampio margine però di dialogo istituzionale con il centrodestra. C'è qualcuno che arriva addirittura a prefigurare questo schema come candidatura unica, solo da votare per tutti. Ma tant'è. Pochi giorni e le carte si scopriranno.
La soluzione alla "Draghi", quasi inutile sottolinearlo, diventerebbe persino quella ideale anche per chi ha governato la Provincia fin qui. Mentre non è dato sapere come ne uscirebbe un Pd, a consolidata vocazione a perdere ormai anche quando è possibile vincere per non dire di chi ambiva alla sfida possibile e sulla carta vincente tra centrosinistra e centrodestra. Nomi anche in questo caso ne sono circolati ma fin qui l'unico in versione palese è quello del sindaco di Cosenza.
Pochi giorni, per non dire ore, e si saprà. Prima c'è da chiarire chi, e perché, vuole giocare a vincere.


