Dopo le dimissioni di sette consiglieri comunali e la nomina di un commissario prefettizio, l’ex primo cittadino si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Sarà un boomerang politico, la gente è con me»
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Non c’è dubbio che Davide Zicchinella sia uno dei sindaci più amati della Calabria. Molto legato al territorio e attivissimo, le sue scelte hanno spesso fatto il giro del mondo perché fortemente innovative e sempre orientate alla tutela delle fasce più deboli della popolazione. È molto conosciuto e apprezzato anche per la sua professione di medico pediatra e per le missioni umanitarie in Africa, dove cura i bambini.
Eppure qualcosa si è rotto tra lui e il Consiglio comunale. La maggioranza dei consiglieri ha rassegnato le dimissioni, determinando la caduta dell’amministrazione e l’avvio verso nuove elezioni anticipate. Abbiamo sentito il sindaco.
La sua amministrazione è caduta dopo le dimissioni di sette consiglieri. Quali sono, secondo lei, le vere ragioni politiche e personali che hanno portato a questa rottura?
«Non certamente motivi politici o divergenze amministrative. I tre consiglieri che hanno tradito il mandato elettorale — tra cui il presidente del Consiglio e un assessore rimasto in carica fino alla fine — non hanno mai votato in Giunta o in Consiglio in difformità rispetto al gruppo di maggioranza. Alla base, piuttosto, piccole gelosie personali, desiderio di visibilità a fronte di inattività amministrativa e influenze politiche sovracomunali».
Lei ha parlato di un “boomerang politico” per chi ha promosso la sfiducia. Perché ritiene che questa scelta possa ritorcersi contro chi l’ha voluta?
«Basta leggere i commenti sui social in calce alla notizia della fine della mia esperienza amministrativa e sui profili privati dei sette improvvidi sfiducianti. Credo che per lungo tempo, se avranno il coraggio di uscire di casa, non riceveranno sorrisi né frasi di cortesia».
In queste ore molti cittadini le hanno manifestato pubblicamente sostegno. Che significato ha per lei questa mobilitazione spontanea e cosa le dice sul rapporto costruito con la comunità?
«La popolazione si sta dimostrando attenta e matura, consapevole dei danni che questa scelta — bollata dai più come inopportuna e irresponsabile — può provocare, soprattutto in un momento in cui sono in corso numerose opere e investimenti importanti, come quello della famiglia Noto a Simeri Mare per realizzare il centro sportivo dell’U.S. Catanzaro. Tutti concordano sul fatto che non fosse questo il momento di una sfiducia al buio, che se fosse stata formalizzata due settimane fa avrebbe consentito agli elettori di tornare al voto non tra 14 mesi, ma tra due. Ma è stato tutto calcolato».
Lei è un medico pediatra impegnato anche in missioni umanitarie in Africa. In che modo questa esperienza personale ha influenzato il suo modo di amministrare e il rapporto con i cittadini?
«Ascolto, presenza, risposte concrete e rapide. Questa è stata la cifra della mia azione amministrativa, che la popolazione ha compreso e apprezzato, reagendo con una fermezza e una compattezza tanto inusuali quanto generose e belle alla mia, per nulla accettata, cacciata».
Guardando al futuro: intende tornare in campo alle prossime elezioni comunali e con quale progetto per Simeri Crichi?
«Saremo nuovamente in campo con un progetto ancora più largo e inclusivo. Tantissime persone che nelle elezioni del 2023 erano su altre posizioni politiche adesso chiedono, dopo questo scellerato scioglimento, di essere coinvolte in questo progetto. Rispetto a due anni e mezzo fa, quando conoscevo poche persone a Simeri, oggi ho esperienza e tempo per selezionare una classe di amministratori seri e volenterosi, partendo da chi mi è rimasto accanto e in questi due anni e mezzo si è realmente impegnato per il bene comune. Basta con fannulloni, traditori e incapaci infiltrati nella lista che, capeggiata ancora dal sottoscritto, nella tarda primavera del 2027 — prevedo realisticamente — stravincerà le elezioni».



