Su Spirlì silenzio colpevole di Ferro e Santelli. Luxuria: «È il gay-lacchè di Salvini»

Il vicepresidente della Giunta fa parlare di nuovo di sè a livello nazionale mentre l'arcipelago di centrodestra che governa oggi la Regione resta silente

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di Alessia Bausone
2 ottobre 2020
16:22
Luxuria e Spirlì
Luxuria e Spirlì

Il vicepresidente della Regione Calabria Nino Spirlì sta nuovamente facendo parlare di sè a livello nazionale. Dopo la campagna social dello scorso aprile “scegli calabrese” in cui pubblicò una foto di un supermercato di una catena finlandese mettendoci il logo della Regione Calabria e della Lega, scatenando un putiferio adesso, alla vigilia dei ballottaggi e del processo a Matteo Salvini per il “caso Gregoretti”, se ne esce con delle dichiarazioni che stanno, nuovamente, rimbalzando tra le cronache nazionali che si posson sintetizzare con: «Dirò “negro” e “frocio” finché campo».

Per la Calabria non si può certo parlare di dichiarazioni “shock”, dato che Spirlì nel 2012 scrisse il libro “Diario di una vecchia checca” e i termini che lui rivendica «negro» e «frocio» sono ridondanti nella sua comunicazione, anche politica.

In Calabria fu responsabile cultura di Forza Italia e di Fratelli D’Italia prima dell’approdo in Lega, quindi, l’arcipelago di centrodestra che governa oggi la Regione è ben consapevole della “maieutica spirlìana” e, pertanto, anche se oggi sono silenti, l’alone di connivenza non glielo toglie nessuno.

Il silenzio di Wanda Ferro e Jole Santelli

A partire dall’attuale esponente di Fdi Wanda Ferro, che da presidente della provincia di Catanzaro (con Forza Italia) sostenne l’associazionismo lgbt, in particolare nel 2012 alla creazione di uno sportello per i diritti lgbt alla Camera del lavoro del capoluogo calabrese rilasciò questo messaggio: «Sono peraltro perfettamente d’accordo che su questioni di tale natura occorra una partecipazione diretta delle amministrazioni pubbliche e di ogni forma di governo, ed in generale tutta la classe politica deve dimostrare sempre una maggiore attenzione, pur nella difesa delle identità e delle posizioni che è anche prevedibile possano essere differenti all’interno di un dibattito».

Anche il silenzio di Jole Santelli, colei che ha voluto Spirlì come suo vice, è paradigmatico perchè nel giugno 2014 fu proprio Silvio Berlusconi a dire: «Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Da liberale, ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà. Noi siamo per la libertà, senza discriminazioni, convinti che sia necessario superare i pregiudizi che generano equivoci, banalità, insulti noiosi e stupidi».

E a fargli eco fu proprio l’attuale presidente della Regione Calabria, affermando: «Non credo che le parole del presidente Berlusconi sui diritti degli omosessuali possano creare alcuna sorpresa. Da sempre Fi si è connotata come una forza liberale e soprattutto il presidente Berlusconi non è mai stato prigioniero di stupidi pregiudizi o inutili ipocrisie. Il rispetto della persona è ciò che contraddistingue un autentico pensiero liberale e il rispetto della persona comporta il rispetto delle sue scelte di vita».

Ricordando ogni anno la giornata internazionale contro l’omofobia, il leader di Forza Italia ha impegnato il suo partito ad essere «in prima linea per combattere ogni forma di discriminazione» per cui il silenzio della presidente non è senz’altro tollerabile soprattutto dopo aver ballato la “tarantella della vittoria” alle regionali, il 26 gennaio, proprio con Francesca Pascale, sua grande amica, paladina dei diritti civili e tesserata Arcigay.

La Pascale, infatti, postò sul suo profilo instagram una foto con Jole Santelli scrivendo: «Per me rappresenti a testa alta quella carta dei valori che amo e riconosco fin da fanciulla» aggiungendo poi l’hashtag pro-lgbt #loveislove. Una presa di posizione, pertanto, parrebbe d’obbligo.

Luxuria: «Parole che provocano bullismo omofobo»

Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione Comunista, attivista per i diritti Lgbt e nota opinionista televisiva, ha dichiarato: «Questo è un esempio di omofobia interiorizzata. La società si evolve, la gente si evolve. Oggi certe parole non devono più essere usate perchè sono parole offensive. Sono parole che se uno le ascolta dagli adulti e le ripete da adolescente a scuola provocano bullismo di tipo omofobo. Sono delle parole che feriscono. Possono addirittura indurre al suicidio.

Usare con leggerezza queste parole è senz’altro sinonimo di omofobia interorizzata cioè di chi non ha accettato in pieno anche la sua omosessualità e la vive in maniera distorta. Se poi le mischiamo anche al razzismo di chi usa ancora oggi la parola “negro”. Parliamo della lingua italiana. Esiste la parola “nero” che si può usare tranquillamente, anzi, si risparmia anche una consonante. La parola “negro” è una parola offensiva. Non capisco quale sforzo delle corde vocali uno debba fare per pronunciare la parola “nero” anzichè la parola offensiva. Spirlì fa’ parlare di sè facendo il finto controcorrente e il finto anticonformista diventando peggio dei suoi “aguzzini”. Perchè probabilmente è un esempio di “Sindrome di Stoccolma”. Spirlì è un esempio di “gay-lacchè” che obbedisce al suo padrone».


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