Il vicepremier contesta il procedimento sul naufragio costato la vita ad almeno 94 migranti: «Dovrebbero prendersela con i trafficanti e invece indagano su Finanza e Guardia costiera»
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Se mai testimonierà nel processo, la sua opinione non potrà distaccarsi molto da quella offerta oggi a favore di microfoni. «Ieri, mentre ero in Calabria per incontrare i sindaci colpiti dal maltempo, si è aperto in Calabria un altro processo vergognoso nei confronti di due uomini della Guardia Costiera e quattro uomini della Finanza per il naufragio di Cutro. Cioè invece di prendersela coi trafficanti e con gli scafisti (in realtà già condannati, ndr) si indagano i finanzieri e gli uomini della Guardia Costiera. Veramente per qualcuno c'è una giustizia ribaltata, non è possibile». Così il ministro delle Infrastrutture e vicepremier, Matteo Salvini, a margine dell'iniziativa “Io sto col poliziotto. Vogliamo la tutela legale per le forze dell'ordine nel decreto sicurezza” alla fermata tramviaria della stazione di Santa Maria Novella. Riguardo invece il caso di Rogoredo, aggiunge Salvini, «ci sono testimoni e la dinamica mi sembra assolutamente chiara, mi sembra eccessiva la richiesta di questo pubblico ministero, uno può eccepire sull'eccesso di legittima difesa, ma l'omicidio volontario è qualcosa che non sta né in cielo né in terra».

