La sentenza del tribunale amministrativo regionale è già consultabile online ed esclude la lista capeggiata dal sindaco uscente Antonio Iorio. Per lui e i suoi candidati consiglieri, l’ultima speranza è rappresentata dal ricorso al Consiglio di Stato, che non è ancora stato ufficializzato
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Nessuna riammissione per la lista “Prospettiva Futura” a Tortora. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha respinto il ricorso presentato dal candidato sindaco Antonio Iorio e dai delegati della lista, confermando l’esclusione disposta dalla Commissione elettorale circondariale di Paola.
A Tortora, dunque, le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 si svolgeranno con una sola lista, “Futuro Tortorese”, capeggiata da Salvatore Carluccio, a meno che Iorio e i suoi candidati non decidano di ricorrere in seconda istanza anche al Consiglio di Stato.
Perché la lista era stata esclusa
Alla base dell’esclusione c’è un vizio ritenuto decisivo: le firme dei sottoscrittori non risultavano regolarmente autenticate. Secondo la Commissione elettorale, infatti, sia nell’atto principale sia in quello separato mancava la firma del pubblico ufficiale incaricato dell’autenticazione, elemento richiesto dalla legge per validare le sottoscrizioni.
Le firme raccolte erano 72, ma proprio per l’assenza dell’autentica non sono state considerate valide, facendo venir meno il numero minimo necessario per la presentazione della lista.
Il ricorso
Secondo la difesa l’irregolarità non era imputabile ai candidati e il rilascio della ricevuta da parte del Comune avrebbe generato un legittimo affidamento sulla correttezza degli atti.
Il Tribunale ha però respinto tutte le argomentazioni, richiamando un orientamento giurisprudenziale consolidato. Il punto è netto: la firma del pubblico ufficiale nell’autenticazione non è un dettaglio formale, ma un elemento essenziale dell’atto. Secondo i giudici l’autenticazione serve a garantire che le firme siano state apposte in presenza del pubblico ufficiale; senza la firma dell’autenticatore, viene meno la validità stessa delle sottoscrizioni; si tratta di un requisito “sostanziale e indefettibile”, non sostituibile né integrabile successivamente.
Di conseguenza, le firme prive di autentica sono state considerate giuridicamente inesistenti.
L’ultima spiaggia
Tuttavia, l’esclusione non è ancora da considerarsi definitiva. Il sindaco uscente Antonio Iorio e la sua lista potrebbero decidere di presentare un secondo ricorso al Consiglio di Stato, massimo tribunale amministrativo italiano, e tentare l’ultima carta per la riammissione.

