Il primo cittadino fa riparare due orologi pubblici come gesto simbolico e allude a chi negli ultimi due anni avrebbe «informato male i commissari per favorire i propri amici». La replica della minoranza: «Basta narrazioni eroiche, parli chiaro e vada in Procura»
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Due orologi comunali rimessi in funzione, un messaggio social del sindaco Macrì e una serie di interrogativi sollevati dall’opposizione. A Tropea il «ritorno dell’ora legale», annunciato dal primo cittadino dopo la riattivazione degli orologi di Piazza Vittorio Veneto e Piazza Ercole, diventa terreno di confronto politico.
Nel suo intervento, Macrì ha attribuito al gesto un valore simbolico: «Un orologio fermo dà l’idea di una città che ha smesso di scandire il proprio tempo; un orologio che riparte ci ricorda invece che è tempo di rimettersi in cammino». Il sindaco ha precisato di non avere «una bacchetta magica», assicurando però di essersi già mosso «su tutti i fronti» dopo il ritorno alla guida dell’amministrazione comunale.
Blackout, movida e incontri istituzionali
Nel messaggio il sindaco ha fatto riferimento alle criticità emerse durante la notte precedente, tra «diverse segnalazioni di blackout» e una movida che «in troppi casi sembra aver smarrito il confine tra divertimento e rispetto delle regole». Tropea, ha scritto, deve restare «una città viva, allegra e accogliente», ma non può diventare un luogo «dove pochi disturbano il riposo e la serenità di tutti gli altri».
Per questo Macrì ha annunciato incontri con il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il comandante della Compagnia di Tropea, il questore e il prefetto, spiegando di voler rappresentare «alcune criticità che richiedono attenzione immediata, a partire proprio dalla mala movida».
La città ritrovata e il nodo delle responsabilità
Il passaggio più politico riguarda le condizioni in cui il sindaco afferma di aver ritrovato la città. Macrì si è detto «profondamente deluso da molte delle cose» trovate, aggiungendo di non accettare che «si tenti di scaricare ogni responsabilità sui commissari straordinari». «Chi amministra sa che spesso le decisioni vengono assunte sulla base delle informazioni ricevute – ha continuato sibillino –.. E io so che in più di una circostanza chi doveva informare non lo ha fatto adeguatamente o ha addirittura colpevolmente fornito notizie finalizzate ad accontentare i propri amici ed interessi privati incompatibili con quelli della collettività».
Il sindaco ha annunciato approfondimenti, sostenendo che «quello che deve essere riferito nelle sedi competenti verrà riferito nelle sedi competenti».
Le domande di “Insieme per Tropea”
Su questo messaggio interviene il gruppo consiliare “Insieme per Tropea”, che invita il sindaco a chiarire diversi punti. L’opposizione parte proprio dagli orologi fermi «da mesi, forse da anni» e osserva che gli ultimi anni della vita amministrativa cittadina comprendono «sei anni di amministrazione Macrì e due anni di commissariamento». Da qui la domanda: «Quando parla di orologi fermi da anni, si sta forse riferendo anche a sé stesso?».
Il gruppo contesta anche l’assenza, nel resoconto del sindaco, di un riferimento alla mancanza d’acqua che avrebbe interessato gran parte della città per molte ore: «Possibile che un’intera giornata senza acqua per cittadini, famiglie, attività commerciali e strutture turistiche meriti meno attenzione di un orologio rimesso in funzione?».
Sulla mala movida, “Insieme per Tropea” riconosce la necessità degli incontri istituzionali, ma chiede quale sarà il contenuto del confronto con le autorità: «Che i controlli non sono stati sufficienti? Che la presenza sul territorio va rafforzata? Oppure che il problema è stato scoperto soltanto dopo il suo ritorno a Palazzo Sant’Anna?».
Accuse e richieste di chiarezza
L’opposizione insiste poi sulle parole usate dal sindaco a proposito di informazioni incomplete e presunti interessi privati. Per il gruppo consiliare, affermazioni di questo tipo non possono restare sul piano dell’allusione: «Ha trovato imbrogli? Ha individuato favoritismi? Ha scoperto comportamenti contrari all’interesse pubblico? Se sì, li denunci immediatamente nelle sedi competenti».
“Insieme per Tropea” richiama anche il ruolo della Commissione straordinaria e chiede a chi fossero rivolte le accuse del sindaco, ricordando che per due anni il Comune è stato guidato da una sola autorità. Nel finale, il gruppo contesta quella che definisce una narrazione fondata su «responsabilità altrui, informazioni sbagliate, situazioni ereditate» e chiede risposte precise: «Tropea non ha bisogno di nuove narrazioni eroiche. Ha bisogno di chiarezza, coerenza e verità».
Al centro del confronto resta dunque il racconto della città dopo il ritorno di Macrì: da un lato l’appello del sindaco a collaborazione, decoro, ordine e cura dei servizi; dall’altro la richiesta dell’opposizione di circostanziare le responsabilità indicate e di non trasformare i problemi amministrativi in un terreno di accuse generiche.

