Questa volta Corrado L’Andolina potrebbe davvero essere arrivato alla fine della sua lunga resistenza politica. Da Zambrone rimbalza la notizia delle dimissioni contestuali di sei consiglieri comunali su undici, tre appartenenti alla maggioranza e tre all’opposizione, che sarebbero state formalmente depositate determinando lo scioglimento del Consiglio comunale e la conclusione anticipata della seconda amministrazione guidata dal sindaco L’Andolina, che proprio in forza del suo ruolo amministrativo riveste anche la carica di presidente della Provincia. Al momento, però, manca ancora una comunicazione ufficiale dell’Ente, anche la notizia trova numerose conferme indirette.

Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, le firme sarebbero state apposte davanti a un notaio e gli atti sarebbero già stati trasmessi al Comune. Tra i consiglieri coinvolti figurerebbe anche Marcello Giannini, presidente del Consiglio comunale, insieme ad esponenti della maggioranza e della minoranza. re firme per ciascuno dei due schieramenti.

Se tutto venisse confermato, sarebbe il secondo assalto nel giro di meno di un anno alla poltrona di L’Andolina. Ma con una differenza decisiva: la prima volta fu proprio Giannini a fermare tutto all’ultimo momento.

Il precedente di un anno fa

Era il 16 ottobre 2025 quando a Zambrone sembrava ormai pronto il finale della consiliatura. Anche allora erano sei i consiglieri intenzionati a lasciare contemporaneamente l’incarico, numero sufficiente per far cessare l’amministrazione. Tra i dissidenti della maggioranza figuravano il vicesindaco Nicola Grillo e Mariana Iannello; dall’altra parte erano pronti Mariella Epifanio, Fabio Cotroneo, Amelia Conca e lo stesso Giannini.

L’operazione, però, si fermò sul più bello. Giannini non si presentò all’appuntamento fissato per formalizzare le dimissioni e, venuta meno la sesta firma, gli altri consiglieri rinunciarono a loro volta. L’Andolina riuscì così a confermare la sua fama di “highlander” restando in sella.

A distanza di circa undici mesi, dunque, lo scenario si ripresenterebbe quasi identico, ma con un epilogo che questa volta potrebbe essere opposto.

E ora cosa succede alla Provincia?

Ma è soprattutto alla Provincia che la vicenda di un Comune di poco più di mille abitanti assume una dimensione politica più ampia. L’Andolina guida infatti l’Ente in quanto sindaco di Zambrone e la legge 56 del 2014 prevede che il presidente della Provincia decada qualora cessi dalla carica di sindaco. Se dunque lo scioglimento del Consiglio comunale venisse formalizzato, verrebbe meno anche il presupposto che consente a L’Andolina di restare alla guida dell’Ente intermedio.

Sarebbe l’ultimo capitolo di una crisi provinciale che si trascina da tempo. L’Andolina ha già attraversato dimissioni di massa, richieste politiche di lasciare l’incarico e ripetuti tentativi di interrompere anticipatamente la sua presidenza, riuscendo finora a rimanere al proprio posto proprio grazie alla distinzione prevista dalla legge tra le vicende del Consiglio provinciale e quelle del presidente.

Nell’ottobre 2025, per esempio, le dimissioni di sette consiglieri provinciali su dieci non determinarono la sua decadenza; per ottenere quell’effetto sarebbe stato necessario che perdesse la carica di sindaco. Ed è esattamente ciò che potrebbe avvenire adesso.

La gestione dell’Ente passerebbe nella fase immediatamente successiva al vicepresidente Nico Console, che già oggi ricopre quell’incarico. Più complessa, invece, è la questione della durata di questa fase e della convocazione delle nuove elezioni provinciali. La disciplina introdotta nell’agosto scorso ha infatti modificato il quadro, disponendo il riallineamento della durata dei Consigli provinciali a quella dei rispettivi presidenti. Per Vibo era già stata prospettata una nuova tornata elettorale all’inizio del 2027, ma con la modifica fresca di stampa le elezioni sarebbero slittate alla fine del nuovo anno. Come aver fatto “bingo” per L’Andolina, che aveva già salutato il Consiglio provinciale durante l’ultima seduta dello scorso aprile. Forse proprio la prospettiva di un ulteriore prolungamento della sua presidenza ha fatto precipitare gli eventi a Zambrone. 

La caduta anticipata del presidente potrebbe ora rimescolare nuovamente le carte. Saranno gli atti ufficiali e l’interpretazione delle norme vigenti a chiarire se si andrà rapidamente alle urne per eleggere il successore di L’Andolina oppure se il vicepresidente potrà guidare l’Ente per una fase più lunga.