La scelta dell’attore come testimonial non è solo un’operazione di immagine, ma una strategia di brand building strutturata, sostenuta da una campagna nazionale integrata e da un investimento comunicativo di lungo periodo
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Ci sono operazioni di comunicazione che vanno oltre la semplice scelta di un testimonial. Diventano dichiarazioni di intenti, prese di posizione nette su come un brand decide di stare sul mercato.
L’ingresso di Raoul Bova come volto ufficiale di acqua Fabrizia rientra esattamente in questa categoria.
Parliamo di una delle figure più riconoscibili e trasversali del panorama italiano, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere credibilità. Legare la sua immagine a un’acqua minerale calabrese in forte ascesa non è solo una scelta di prestigio: è un’operazione di brand building strutturata, pensata sul medio-lungo periodo e supportata da un dispiegamento di mezzi tutt’altro che scontato.
La campagna “Ho scelto la leggerezza”, attiva dal 26 gennaio con una pianificazione complessiva di 12 mesi, mette insieme out of home, digital, web e social, integrando strumenti classici e innovativi in modo coerente. La cartellonistica dialoga con il digitale, la presenza fisica sul territorio si rafforza grazie a una strategia online nazionale, costruendo continuità narrativa, riconoscibilità e memorabilità. Non una somma di canali, ma un sistema.
Il valore dell’operazione sta proprio qui: nella capacità di tenere insieme visione creativa e disciplina strategica. In un settore altamente competitivo come quello delle acque minerali, scegliere di investire in una comunicazione così ampia significa credere davvero nel brand, nella sua identità e nel suo potenziale di crescita.
La scelta di Raoul Bova non è casuale. Attore tra i più apprezzati del cinema e della televisione italiana, rappresenta da anni un punto di riferimento per il grande pubblico. Accanto alla carriera artistica, ha sempre coltivato un rapporto autentico con lo sport e il benessere: dal nuoto agonistico praticato in gioventù fino al racconto di questo percorso in un libro edito da Rizzoli. Un profilo che incarna in modo naturale i valori di leggerezza, equilibrio e attenzione alla qualità della vita che acqua Fabrizia intende trasmettere.
Un incontro credibile, pulito, coerente. Ed è esattamente ciò che dovrebbe fare un testimonial quando la comunicazione è pensata bene: rafforzare il messaggio, non sovrastarlo.
Non è un dettaglio, inoltre, che la campagna sia stata presentata in anteprima nazionale al Marca di Bologna, il 14 e 15 gennaio, all’interno dello stand di Fabriella Group. Una scelta che colloca il brand dentro un contesto fieristico di alto livello e ne rafforza il posizionamento anche agli occhi del trade.
A completare il quadro, un piano mezzi all’altezza dell’ambizione del progetto, strutturato da Pubbliemme Group, che vanta uno dei parchi pubblicitari più grandi d’Italia e numerose soluzioni digitali innovative. Per chi fa questo mestiere, è semplicemente musica per le orecchie.
Da osservatore – e da professionista che ha lavorato al progetto – guardo a questa operazione con soddisfazione non per autocelebrazione, ma perché dimostra che anche in Calabria è possibile (e necessario) fare comunicazione ambiziosa, strutturata, coraggiosa.
Sono ancora poche le aziende calabresi che investono davvero in progetti di questa portata. E ogni volta che una lo fa, alzando l’asticella, alza anche le aspettative per tutti.
Il messaggio, soprattutto per colleghi, brand e imprenditori del territorio, è chiaro:
la buona comunicazione non è un lusso, è una leva strategica.
Il caso acqua Fabrizia lo dimostra.
Buona comunicazione a tutti.


