Il Piano d'Azione regionale sulla salute mentale risale al DCA di fine gennaio 2025, ma i suoi effetti ancora non sono del tutto visibili. Cerca di imprimere una svolta decisiva la III Conferenza Calabria sul tema programmata in varie sessioni durante l'intera giornata odierna nella Sala Verde della Cittadella regionale di Catanzaro.

«Le necessità della Calabria ricalcano in sostanza quelle dell’intera Italia – ci ha detto il commissario straordinario dell’ ASP di Catanzaro gen. Antonio Battistini – Abbiamo necessità in Calabria, ma in modo particolare, anche qui è un quadro nazionale, di alcune figure specialistiche che non vengono formate in modo sufficiente rispetto ai bisogni che ci sono. Abbiamo bisogno di

maggiore integrazione con tutto l'ambito del sociale, proprio per dare una risposta che sia non solamente di medicalizzazione, ma anche di prevenzione e questo è quello che la Regione Calabria, anzi prima di altre, sta facendo. La percezione è quella di professionisti e gente alacre che lavora, ma su piani paralleli poco comunicanti. Quale potrebbe essere l'ascensore per far dialogare necessariamente questi livelli?

«Domanda interessantissima che poi è il cuore della problematica - afferma Rubens Curia, portavoce regionale Comunità competente. Dobbiamo fare in modo tale che questa alleanza programmatica e terapeutica tra operatori del settore, università, volontariato, famiglie, si continui a lavorare insieme perché se no ci sono dei meccanismi, la sanità è così complessa oggi che una persona da sola anche se bravo, non vada in nessuna parte. Ci deve essere un gruppo, una squadra per dare risposte. Il problema sa qual è che si danno delle risposte frammentate a dei bisogni che sono invece olistici e quindi è necessario invece dare una risposta unitaria».