Una soluzione temporanea per garantire assistenza pediatrica nell’entroterra vibonese. È quanto annuncia l’Asp dopo le proteste e le mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno caratterizzato la spinosa questione. In particolare, il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, aveva diffidato l’Azienda sanitaria ad intervenire con celerità, denunciando il disagio di sette comuni del comprensorio montano, per un totale di circa 500 bambini rimasti senza pediatra. L’acme della vicenda è stato toccato con la vicenda - raccontata da Il Vibonese - della piccola Beatrice, bimba disabile di Ciano di Gerocarne rimasta senza pediatra di riferimento.

La nota della commissione straordinaria dell’Asp

Ora, dunque, prende posizione ufficiale l’Asp di Vibo, che prospetta una soluzione temporanea in attesa di un nuovo medico in pianta stabile. «In relazione alle recenti criticità segnalate circa l’assenza di pediatri di libera scelta - si legge in una nota dei vertici aziendali - nell’ambito territoriale che include i comuni di Acquaro, Arena, Dasà, Dinami, Fabrizia e Mongiana, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia desidera informare di aver prontamente attivato tutte le procedure necessarie al fine di individuare una soluzione concreta per garantire la continuità dell’assistenza pediatrica. A seguito di un’attenta analisi organizzativa e nel rispetto della normativa vigente, è stata individuata una misura temporanea che consentirà di rispondere ai bisogni assistenziali della popolazione pediatrica residente nell’ambito interessato. In particolare, è stata acquisita la disponibilità di una pediatra di libera scelta attualmente operante in altro ambito territoriale, la quale effettuerà accessi programmati presso l’ambito carente nei paesi di Acquaro e Fabrizia, già sedi di attività ambulatoriale pediatrica».

E ancora: «La professionista garantirà la propria presenza con cadenza settimanale, assicurando attività ambulatoriale dedicata, finalizzata alla presa in carico dei piccoli assistiti, alla gestione delle principali esigenze sanitarie e al monitoraggio delle condizioni cliniche, con particolare attenzione alle situazioni che richiedono continuità assistenziale, compresa quella della piccola Beatrice. Tale soluzione, sebbene temporanea, rappresenta un intervento concreto volto a ridurre i disagi per le famiglie e a garantire un presidio sanitario di prossimità, fino al rientro in servizio del medico titolare».