L'azienda sanitaria di Reggio Calabria rivendica le azioni di risanamento e gli investimenti intrapresi e punta il dito contro una diffida sottoscritta da 2400 cittadini che evidenziava disservizi e invocava interventi per il nosocomio. Valensise: «Tentativi di silenziare il dissenso»
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Il Comitato a tutela della salute, presieduto da Marisa Valensise, che da anni si batte per migliorare i servizi sanitari nella piana di Gioia Tauro, è stato denunciato per diffamazione e allarme ingiustificato dai vertici dell'Asp di Reggio Calabria. L'oggetto della denuncia da parte dell'Azienda sanitaria provinciale riguarda la diffida presentata dagli attivisti sottoscritta circa un mese fa con la raccolta pubblica di 2400 firme, che segnalava presunti disservizi e carenze presso l'ospedale di Polistena e invocava interventi. La diffida è stata definita strumentale, funzionale a screditare l’immagine dell’Azienda sanitaria con la diffusione di notizie del tutto disancorate dalla realtà. Quindi, è stata contestata totalmente insieme ad altre iniziative pubbliche, «ingiustificati attacchi», che avrebbero causato generalizzato allarme.
In un documento sottoscritto dalla direttrice amministrativa, Maddalena Berardi, e dalla direttrice generale, Lucia di Furia, inviato al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palmi, Emanuele Crescenti, al presidente della Regione Calabria e commissario ad acta Sanità, Roberto Occhiuto, al prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro e per conoscenza al presidente del comitato spontaneo a tutela della salute di Polistena, Marisa Valensise, l’Asp ha inteso fornire anche delucidazioni ai numerosi cittadini che avevano firmato la nota. È stato, dapprima, evidenziato il contesto di difficoltà e degrado complessivo, sotto diversi aspetti organizzativi, procedurali e tecnologici, in cui si è dovuta muovere l’Asp e si è sottolineato come si siano avviate azioni di risanamento, su cui anche l'organo di valutazione delle performance aziendali, Agenas, con un’indagine del 2024, ne ha confermato il buon andamento di crescita. l'Azienda ha messo in rilevo l’impegno nella ricerca continua di nuove risorse, ma anche di soluzioni ponte mirate a mitigare l’impatto sui pazienti di pensionamenti e riduzioni di organico. Sono stati rivendicati molteplici lavori infrastrutturali presso l'ospedale di Polistena. Tra cui: lavori di ristrutturazione presso il Pronto Soccorso, con l’inserimento di molte tecnologie e attrezzature; il rifacimento di tutte le sale operatorie garantendo al contempo la normale prosecuzione delle attività chirurgiche senza soluzione di continuità; l’ultimazione della sala parto con realizzazione di seconda sala parto-travaglio; per l’area medica si segnalano lavori di ammodernamento di tutto il reparto e predisposizione di due stanze per aprire a breve Oncologia D – H (si precisa che l’ambulatorio Oncologico è aperto dal 2024 con 2 accessi al mese). Acquisite tante nuove attrezzature in tutti i reparti, rifacimento locali, messa in sicurezza e apertura ambulatori. L’Asp ha anche evidenziato che la programmazione posta in essere ha consentito un intervento significativo anche su un altro aspetto assai critico dell’Azienda, ed in specie sull’acquisizione di nuove ed importanti professionalità. In tal senso, si rileva che nell’Asp dal 2022 al 31 dicembre 2025 i dipendenti assunti complessivamente risultano: 1.532 professionisti sanitari (compreso il turn-over); cessati: 1.044; nuovi ingressi 479. All’ospedale di Polistena assunti 281 e cessati 179.
Aspetti specifici
Dopo questo quadro generale, l’Asp è scesa sui singoli aspetti segnalati nella diffida presentata dal Comitato: «Per quanto attiene l’emodinamica, la stessa verrà aperta a breve e in ogni caso è stata assegnata a fine 2024 e l’azienda sta predisponendo il layout per la sua realizzazione avendo nel mentre effettuato lavori nella cardiologia che è stata dotata di personale e di strumentazioni come ecografi di ultima generazione ed è stato acquistato un Arco A C di qualità che ha sostituito quello obsoleto. Per l’OBI del PS la chiusura si è determinata per mera contingenza e per un periodo di circa 20 gg (ferie dei medici Cubani e personale infermieristico nonché contestuale situazione di influenza stagionale). Il Day Hospital di oncologia è stato realizzato tramite lavori minimali di ristrutturazione per consentire di effettuare le chemioterapie in sede e tuttavia da più di due anni è aperto un ambulatorio oncologico. A fine mese si inizieranno le attività di day hospital avendo predisposto spazi idonei e grazie all’arruolamento di professionisti che verranno gestiti dalla responsabile della struttura complessa aziendale. Per quanto attiene il settore urologico si porta a conoscenza come a fatica si riesca a tenere aperta la urologia a Locri dove insiste da tempo un reparto e si precisa che a Polistena non è mai stata attivata. L’Azienda sta valutando la possibilità di attivarla almeno in affiancamento al reparto di Chirurgia mediante la disponibilità di professionisti in libera professione. La possibilità di attivare la riabilitazione vede la necessità di fare ulteriori lavori liberando parte di struttura che esegue attività ambulatoriali. Per quanto attiene i posti letto dialisi questi sono stati attivati da almeno due anni; sono in numero di due e sono utili per pazienti ricoverati e a tal fine attivati e sono dotati di tutte le più moderne attrezzature. È appena il caso di ricordare che è in fieri la costruzione del nuovo ospedale a Palmi ove confluiranno tutte le attività. Le liste di attesa come si evince dal report AGENAS sono discrete e gli anestesisti sono stati arruolati con ogni mezzo; infine, le sale operatorie sono state ristrutturate in quanto anche queste versavano in una condizione di abbandono (allo scopo di garantire la continuità degli interventi almeno per le urgenze la struttura ha visto il prolungarsi delle attività). Ad oggi sono state ristrutturate anche la sala parto, anche questa del tutto inadeguata. La carenza di personale è stata in larga misura superata oltre che con l’arruolamento tramite concorsi anche grazie all’arrivo di medici cubani che prestano le loro attività assistenziali in modo egregio. Inoltre, si precisa che l’azienda si é dotata di una lista costantemente aggiornata per il comparto che garantisce di inserire professionisti in sostituzione a copertura di turni scoperti per gravidanza o gravi malattie per quanto attiene infermieri, OSS e altre figure del comparto; si precisa che questa soluzione organizzativa non era stata mai neanche pensata. Altre figure come quelle del laboratorio sono state anche di recente implementate. Per l’ORL è in corso una possibilità di comando che si auspica a breve sia capace di dare un incremento della risposta (difficoltà di reperimento anche mediante l’utilizzo di medici specialisti territoriali). Per quanto riguarda gli ecografisti questa figura non esiste da un punto di vista di specialità medica, sono solitamente i professionisti specialisti come ad esempio i cardiologi che eseguono ecografie di settore o come i ginecologi e gli stessi radiologi. Si rappresenta che alcune figure professionali assegnate hanno chiesto di essere spostate per incompatibilità (vedi uno dei medici cubani). Si vuole precisare come la carenza dei professionisti di talune branche come medici anestesisti, ginecologi etc etc sono un problema di carattere nazionale. L’Azienda ha adottato in tempo record delibera aziendale per il reperimento di medici in quiescenza che stanno garantendo la anestesia, la ortopedia, la psichiatria, la ginecologia ecc.ecc. Per la Ortopedia si sottolinea come ben due mesi prima del termine delle attività del Primario è stato richiesto ad Azienda Zero l’avvio del Concorso (Azienda incaricata dalla Regione) e l’ASP ha comunque nominato un valido sostituto. Inoltre, il collega a cui ci si riferisce è venuto in azienda a perorare la sua causa per il rientro motivando la sua richiesta di dimissioni con motivi relazionali e ad oggi è in forza alla UOC di Locri. Per quanto riguarda Gioia Tauro si rappresenta che nel 2022 la struttura era chiusa e serviva solo pochi pazienti anziani affetti dal covid. In autunno dello stesso anno è stata riaperta la medicina e riattivata la radiologia ora oggetto di ristrutturazione per l’inserimento di una TAC e di un Mammografo; riattivato per gli esterni anche il laboratorio analisi. La chirurgia, sempre per carenza di professionisti anestesisti e chirurghi, si fa fatica a tenerla attiva nei due DEA di primo livello e a Melito e quindi non si ritiene di attivarla al momento».
Valensise: «Denunciati per aver raccontato la realtà sotto gli occhi di tutti»
A seguito di ciò, ieri sera a Polistena si è svolta una conferenza stampa del Comitato a tutela della salute. A prendere parola la presidente Marisa Valensise, che nel suo discorso ha respinto le accuse, sottolineato che le inadempienze dell'Asp proseguono, ribadendo con fermezza la legittimità della diffida presentata: «Siamo profondamente scioccati e, allo stesso tempo, senza parole per quanto accaduto in questi ultimi giorni. Riteniamo che quanto successo segni un precedente che resterà nella storia: non si è mai visto, né si era mai sentito, che un Comitato legittimamente costituito venga messo alla berlina soltanto per aver evidenziato dei disservizi. Noi chiedevamo soltanto ciò che da 16 anni viene disatteso: servizi e diritti fondamentali. Siamo stati denunciati per aver raccontato ciò che accade ogni giorno sotto gli occhi di tutti. Non si tratta di opinioni. Si tratta di fatti. Si tratta di pronto soccorso in cui si resta per ore, di reparti con personale insufficiente, di cittadini costretti a spostarsi per ricevere cure essenziali, di anziani e malati lasciati ad aspettare, spesso senza condizioni dignitose. Questa non è una narrazione. Questa è la realtà. Eppure ci viene detto che abbiamo creato allarme. Ma quale allarme, se i cittadini vivono tutto questo ogni giorno? I cittadini vedono. I cittadini sanno. I cittadini non sono ingenui. E, soprattutto, hanno diritto di parlare. Per questo abbiamo raccolto firme. Per questo continueremo a farlo. Di fronte a questa denuncia, la nostra risposta è stata chiara e trasparente: abbiamo risposto punto per punto. E soprattutto, abbiamo chiesto agli organi competenti, la Corte dei Conti e la Procura, di verificare quanto abbiamo denunciato. Perché chi dice la verità non teme controlli. L’Asp ha risposto elencando situazioni che nulla c’entravano con quello che abbiamo chiesto noi e che manca all’ospedale di Polistena. Ciò che hanno fatto rientra in un’ordinaria amministrazione, che non ha per niente inciso sulle liste d’attesa e sui viaggi della speranza che continuano ad esserci. Oggi, non possiamo nascondere il nostro stato d’animo. Siamo amareggiati. Siamo delusi. E, soprattutto, non ci sentiamo tutelati. Da chi amministra la sanità ci aspetteremmo ascolto, dialogo e collaborazione. Non denunce. Ci aspetteremmo un confronto con i cittadini, con i comitati, con i sindaci che hanno firmato il documento. Non tentativi di silenziare il dissenso».


