Il sindacato Nursing Up non parteciperà questa mattina al nuovo incontro organizzato in Cittadella per definire le modalità di acquisizione del personale del settore dell’emergenza urgenza dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero. L’assenza del sindacato dal tavolo delle trattative è stato annunciato nella serata di ieri dal responsabile regionale, Stefano Sisinni.

Nella nota si evidenzia che «durante l’incontro sindacale del 16/01/2026, il sottoscritto segretario regionale era intervenuto per chiedere al direttore generale di Azienda Zero, dott. Miserendino, specifici chiarimenti in merito alle norme di riferimento che stavano alla base dell’incontro sindacale, considerato che dalla rispettiva nota di convocazione del 09/01/2026 - prot. n. 303, non si erano riscontrate precisazioni in merito.

In particolare, era stato chiesto se l’incontro fosse da considerarsi “Confronto regionale” ai sensi dell’art. 7 del CCNL comparto sanità 2022/2024 e, considerato il tema all’ordine del giorno, se si trattava di definire i “criteri generali relativi ai processi di mobilità e riassegnazione del personale” di cui al comma 2 lettera b) della stessa norma contrattuale.

La risposta del dott. Miserendino era stata affermativa. Allora, vista la conferma da parte del direttore generale di Azienda Zero il Nursing Up aveva, immediatamente, puntualizzato che le future convocazioni sindacali dovevano essere formalizzate in ossequio a quanto sancito dal sopracitato articolo 7 (confronto regionale). In realtà nella successiva convocazione sindacale del 26/01/2026 - prot. n. 963, inviata sempre da Azienda Zero, non è stato rispettato, dal punto di vista procedurale, quanto stabilito dall’art. 7 del CCNL comparto sanità 2022/2024.

Pertanto, il Nursing Up, in data 30/01/2026, ha inviato apposita nota per contestare tale modus operandi, ed ha ritenuto opportuno non partecipare all’incontro, visti i vizi di forma e di legittimità delle procedure adottate dalla parte pubblica».

Inoltre, la sigla sindacale puntualizza che «in merito all’accordo sindacale trasmesso, con nota di convocazione del 03/03/2026 - prot. n. 179400, vi è da evidenziare, innanzitutto, che le procedure messe in atto dalla parte pubblica non rispettano le norme in materia di passaggio di funzioni e di dipendenti tra aziende per effetto di trasferimento di attività; norme tra l’altro recepite con specifici DCA (atti di regolamentazione dell’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria - Azienda Zero).

Inoltre, lo specifico l’accordo:

▪ Contrasta con le norme generali sull’ordinamento del lavoro nel pubblico impiego (D.lgs. n. 165/2001);

▪ Contrasta con l’art. 1409 del Codice civile.

▪ Tratta istituti contrattuali e/o tematiche (es. ferie, buoni pasto, inidoneità alla mansione specifica) che non sono oggetto di confronto regionale, e che risultano chiaramente disciplinate dal CCNL e dalle specifiche norme in materia.

▪ Danneggia l’organizzazione e l’efficienza del servizio emergenza urgenza 118 poiché impedisce, alle varie aziende sanitarie provinciali, l’attribuzione degli incarichi di funzione.

▪ Mina il concetto di mobilità volontaria (art. 30 D.lgs. n. 165/2001), in quanto al personale che dovesse decidere di non esercitare l’opzione di mobilità non viene offerta alcuna forma di garanzia riguardo il mantenimento del proprio posto di lavoro, visto che lo stesso sarà sostituito, tramite assunzione da parte di Azienda Zero, con altro personale con il medesimo profilo professionale.

Inoltre, visto l’art.12 (clausola di neutralità finanziaria) risulta evidente che Azienda Zero si dovrà dotare di proprio personale a costo zero per le casse regionali, o mediante procedure di mobilità intraregionale dalle aziende del servizio sanitario regionale, oppure assumendo direttamente tramite procedure di mobilità extraregionale o concorsuali.

Il rischio, molto concreto, è che il personale che deciderà di non esercitare l’opzione di mobilità potrebbe essere dichiarato in eccedenza (art. 33 D.lgs. n. 165/2001), con tutte le conseguenze disastrose del caso, per il lavoratore e la propria famiglia.

Per i motivi sopra rappresentati il Nursing Up ritiene che l’accordo in questione potrebbe generare, nel momento in cui dovesse essere approvato e applicato, caos sociale e disfunzioni nel servizio emergenza urgenza 118, già fortemente messo alla prova da un cambiamento radicale e, a nostro avviso, troppo repentino.

A tutto ciò si andrebbero ad aggiungere innumerevoli contenziosi legali, con i connessi danni erariali, in caso di soccombenza e condanne alle spese di lite. Pertanto, a parere del Nursing Up il personale operante nel sistema regionale della emergenza urgenza 118 dovrebbe continuare a rimanere nei ruoli dell’azienda sanitaria provinciale di appartenenza, che dovrebbe mantenere la titolarità del rapporto di lavoro sotto il profilo giuridico ed economico: anche perché, allo stato attuale, non si intravede alcun tipo di convenienza nel passare alle dipendenze di Azienda Zero.

Fermo ciò, si dovrebbero cercare soluzioni alternative, di carattere organizzativo/gestionale, conciliabili con quanto sancito dalla legge regionale n. 32/2021. In tale ottica il Nursing Up rimane disponibile ad un confronto propositivo e risolutivo della tematica in questione».