Le Aziende attendono indicazioni univoche per adottare i documenti contabili entro fine mese. Il tempo stringe: al decimo piano della Cittadella sono al vaglio soluzioni tecnicamente percorribili per approvare il riparto del fondo sanitario
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C’è un clima di incertezza al decimo piano della Cittadella, dove in queste ore si vagliano le migliori soluzioni – dal punto di vista tecnico – per uscire dal vicolo cieco in cui la Corte dei Conti ha spinto la Regione Calabria. La richiesta di chiarimenti indirizzata alla presidenza del Consiglio dei Ministri ha ulteriormente dilatato i tempi mentre gli enti del servizio sanitario attendono indicazioni univoche dalla Cittadella per procedere all’adozione dei bilanci.
Adempimento che si sarebbe dovuto concludere entro il 30 aprile ma più volte rimandato in attesa che la Corte dei Conti compiesse i controlli di legittimità del DPCM che ad inizio aprile ha dichiarato concluso il regime di commissariamento della sanità calabrese. Quindi, la doccia fredda. Che ha rimesso il pallino in mano alla Regione, adesso stretta tra due fuochi.
Da un lato, la necessità di ottemperare a disposizioni normative; dall’altro, il rischio di adottare atti nulli, poiché privi di competenza. È infatti attorno a questo nodo che si avvita il dilemma. Attualmente la gestione del comparto sanitario si trova in una sorta di limbo giuridico e amministrativo: non più commissariata poiché intervenuto un atto della presidenza del Consiglio dei Ministri a decretarne la fine ma non ancora tornata ad una gestione ordinaria, dal momento che l’atto non è ancora divenuto efficace.
E l’alt imposto dalla Corte dei Conti aggrava ulteriormente un quadro, già complesso. Al decimo piano della Cittadella si valuta il da farsi, si considera infatti la possibilità di approvare in giunta un atto per procedere al riparto del fondo sanitario regionale consentendo così alle aziende sanitarie e ospedaliere di adottare i consuntivi entro fine mese.
Un atto da approvare entro domani, ma che possieda validità giuridica. Al momento l’opzione dca non è presa in considerazione. In Cittadella si spera che il caso sollevato dalla Corte dei Conti rientri in tempi brevi, anche grazie ai chiarimenti che presidenza del Consiglio dei Ministri e ministeri competenti dovranno fornire ai giudici contabili. Entro trenta giorni.
C’è di certo che le perplessità espresse dalla Corte dei Conti sono giunte inattese in Regione. Il presidente, Roberto Occhiuto, appena una settimana fa aveva giudicato normali le tempistiche per la “bollinatura” del DPCM. A margine della presentazione del report della Banca d’Italia, interrogato sul tema, ha dichiarato: «Dovrebbe arrivare in questa settimana» per poi aggiungere: «Ma in ogni caso non ci facciamo fermare da questo».





