Un volo da Sanremo a Roma a bordo di un elicottero dei Vigili del Fuoco, autorizzato dal Ministero dell’Interno, e la polemica è servita. Protagonista Giulio Rapetti, in arte Mogol, trasferito nella Capitale per partecipare alla cerimonia al Teatro Argentina in cui è stato presentato l’inno del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, scritto proprio dal maestro, e durante la quale è stato nominato vigile del fuoco ad honorem.

A difendere la scelta è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto a margine della festa per l’istituzione del Corpo: «Siamo contentissimi di aver avuto qui Mogol e lo ringraziamo per quello che ci ha dato. Il resto sono le solite polemiche strumentali. Noi siamo molto contenti di aver avuto un grandissimo artista, un monumento nazionale che ha regalato parte della sua capacità artistica, ha scritto una canzone regalandola come inno ai Vigili, quindi gli siamo profondamente grati».

Le critiche, però, non si sono fatte attendere. Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi esponenti in commissione cultura, ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sull’utilizzo del mezzo. «Stamattina un elicottero dei Vigili del Fuoco sarebbe decollato da Sanremo per portare Mogol a Roma, dove al Teatro Argentina avrebbe ricevuto un’onorificenza alla presenza del ministro Piantedosi. Il volo, secondo quanto riportato oggi dal Fatto Quotidiano, sarebbe stato autorizzato proprio dal Viminale. Massima stima per Mogol e per la sua storia artistica. Ma qui il punto è un altro: era davvero necessario impegnare un mezzo di elisoccorso, sottraendolo per ore a un intero territorio, quando un normale volo di linea risultava disponibile? Gli elicotteri dei Vigili del Fuoco non sono taxi di Stato. Sono strumenti di emergenza al servizio dei cittadini».

Una presa di posizione netta, che sottolinea come «i mezzi destinati alla sicurezza non sono nella disponibilità personale di un ministro o di un governo. Sono della collettività. E vanno usati con responsabilità». Il nodo politico, dunque, non riguarda la figura di Mogol ma l’opportunità di impiegare un velivolo normalmente destinato a trasportare malati in condizioni critiche o a intervenire in situazioni d’emergenza.

Secondo quanto riportato, l’autorizzazione al volo sarebbe arrivata per «attività istituzionali non direttamente connesse al soccorso», con un ordine partito dal comandante nazionale del Corpo, Eros Mannino, e controfirmato da altri funzionari. Negli incartamenti si precisa che l’impiego dell’aeromobile AW139 sarebbe stato subordinato alla verifica della fattibilità della missione da parte della Sala operativa per il coordinamento e l’assistenza di volo e «fatte salve eventuali esigenze di soccorso, al momento non preventivabili».

In Liguria risultano attivi due elicotteri dei Vigili del Fuoco, ma di norma è disponibile personale per garantire un solo equipaggio pronto al decollo. Da qui le domande sollevate dalle opposizioni sulle priorità operative e sulle “attività istituzionali” che hanno motivato il trasferimento.

Mogol, dal canto suo, ha commentato senza entrare nella polemica: «Il viaggio nell’elicottero dei vigili del fuoco è andato benissimo, i vigili del fuoco sono persone splendide, meravigliose e vanno ringraziate da tutti». Parole pronunciate durante la prima festa commemorativa dell’istituzione del Corpo, in un clima ufficiale e celebrativo.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che intreccia cultura, istituzioni e politica. Mogol, autore di alcune delle pagine più celebri della musica italiana, negli ultimi anni è stato vicino a diversi esponenti della maggioranza e nel 2023 è stato nominato consulente per la canzone popolare dal ministro della Cultura. In un’intervista dello stesso anno, pur definendosi “apolitico”, aveva espresso apprezzamenti per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il caso, ora, passa al terreno parlamentare. L’interrogazione annunciata punta a chiarire procedure e presupposti dell’autorizzazione. Sullo sfondo resta il tema, sempre sensibile, dell’uso dei mezzi di emergenza per finalità non direttamente legate al soccorso. Una questione tecnica e politica insieme, che nelle prossime settimane promette di tenere acceso il confronto tra governo e opposizioni.