Il Patron della Reggina vede la stampa per tirare le fila di una stagione avara di soddisfazioni. Poi l'affondo: "in questi anni si è parlato di calcio, non di crisi o tribunali"
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Un incontro informale al riparo dagli obiettivi delle telecamere per tirare le somme di un'annata, l'ennesima, senza gloria. «Partita finisce quando arbitro fischia» ripete Nino Ballarino sperando ancora in un miracolo.
Il Patrono, che si ritiene il maggior responsabile, ricorda l'arrivo di Alfio Torrisi in un momento delicato della stagione. «È stato un periodo bellissimo in cui tifosi squadra e società remavano dalla stessa parte» continua Ballarino che recrimina anche per le occasioni sprecare. «Oggi ci sarà una contestazione e non ho deciso se andare con la curva... Sono stai tre anni in cui abbiamo sempre fatto campionati di vertice, in cui si è parlato solo di calcio e non di crisi o tribunali».
Poi Ballarino chiarisce: «La società ha avuto una contestazione prima delle elezioni regionali ,oggi la situazione si ripete. Io dico aspettiamo, vinciamo, magari succede il miracolo... Capisco che sbagliamo sempre e siamo criticati, pure ora che stiamo proteggendo la Reggina Calcio, al di là del ricorso. Lo scorso anno la Scafatese ha fatto un ricorso contro di noi che abbiamo dimostrato essere infondato, ma nessuno li ha criticati. Noi abbiamo fatto ricorso perché abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo. Adesso aspettiamo la Federazione, ma è corretto da parte nostra davanti al popolo amaranto difendere la Reggina».
Ballarino non risparmia la stampa, «Bisogna avere la visione di quello che ci succede attorno. Trapani, Siracusa vibonese Acireale... Io sono pronto ad andarmene , la nostra è una Srl chi arriva deve avere determinate caratteristiche, moralità ricchezza anche moderata no gente burlesca».
Il Patron non nega che ci sia stato un approccio, ma non la reputa una trattativa "reale" trincerandosi dietro il "parto di riservatezza" che serve a non svelare eventuali contenuti.
«Le mie quote - dice rispetto al tema economico - valgono zero, anzi le diamo a zero, poi ci sono tutte le altre cose. Ma non rappresentano il valore effettivo della Reggina». Il riferimento è anche alla partita degli under 19 di ieri che hanno visto una bella cornice di pubblico al Sant'Agata: «Partiamo da qui e da un Centro riofirito, per capire quanto vale questa società, eppure siamo ancora lì a discutere sul bando».
Oggi il Centro, confida Praticò, costa 120 Mila euro l'anno e senza la concessione questi sembrano soldi buttati al vento. «Ho detto in maniera chiara che sono pronto a fare un passo indietro, ma ci guardiamo attorno non c'è niente. Se ci stanchiamo diventa un problema e mi auguro di non stancarmi», dice rispondendo ad apposita domanda sulla volontà di continuare nonostante il clima non proprio idilliaco.
Per Ballarino oggi la società è sana ed ha superato tutta una serie di difficoltà derivanti dal fallimento con la necessità di ritagliarsi una nuova credibilità. E per Praticò la Reggina è rispettata anche nei palazzi, e testimonianza ne è la risoluzione del caso Reneleus della scorsa stagione. Ballarino in più parla di una condotta legalitaris che ha dato e sta dando i suoi frutti.
Rispetto al calcio giocato, il Patron afferma: «Credo di aver fatto un solo errore lo scorso anno, quando si sono allungati i tempi della firma di Trocini. Non eravamo convinti e non per le sue capacità, ma davanti a tredici vittorie. I fatti però dicono che con i giocatori scelti col mister eravamo quattordicesimo e lontani dalla vetta e infatti quando è arrivato Torrisi non abbiamo fatto smobilitazione come si è detto, ma una bonifica».

