La storia del calcio ha sempre insegnato che da soli non si va da nessuna parte, ma è il gruppo a trascinare il carretto. Una filosofia che in questo sport si è sempre confermata, puntualmente, nelle vittorie. Non conta avere il nome, ma la collettività. Sembra una frase trita e ritrita ma comunque sia sempre attuale. Seguendo questo ragionamento, a una sola giornata dalla fine del campionato di Eccellenza, è possibile ricostruire le squadre che hanno mandato più giocatori in rete facendo dunque del gruppo la propria virtù.

Armonia corale

In questo contesto, in un Bocale che ha raggiunto con largo anticipo la salvezza, è stata l'identità camaleontica la chiave del gioco. Un gioco propositivo e incentrato sulla propensione al pressing e al viso aperto, "ripudiando" molto spesso il cosiddetto catenaccio. Ciò è dimostrato anche nei numeri, dal momento che la compagine biancorossa ha messo a segno ben 43 reti (nel girone di ritorno sarebbe la quarta più prolifica) al prezzo però di concedere qualcosina dietro, come testimoniano i 47 gol concessi.
Ma è proprio questo il punto: il gioco collettivo espresso e l'espressione più chiara di tutto ciò è un dato ben preciso e che riconosce il Bocale come la squadra che ha mandato più giocatori in rete nel corso della stagione. Sono ben diciotto i nomi diversi stagionali finiti sul taccuino dei marcatori, due in più di Praiatortora e Rossanese e tre in più di Dbr Luzzi e Brancaleone.
Ecco chi sono: Acosta, Arcudi, Barnofsky, D’Orta, Fernandez, Gomez, Guccione, Ibanez, Malara, Laface, Lotitto, Malara, Mendes, Parra, Pavani, Puntoriere, Rekik e Romeo. Un'armonia corale che pone al centro del proprio gioco la varietà di opzioni, senza un vero e proprio punto di riferimento.