Dopo il 3-0 di Giugliano, i lupi cercano risposte nel turno infrasettimanale contro il Siracusa: «Voglio cattiveria e bava alla bocca, queste gare vanno giocate come chi deve portare a casa il pane»
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Il Cosenza torna subito in campo. Domani sera, nel turno infrasettimanale, i rossoblù ospitano il Siracusa per la 25^ giornata di campionato, con l'obiettivo di cancellare in fretta il pesante 3-0 incassato a Giugliano, ultima della classe. Un ko che ha lasciato scorie e che, soprattutto, ha riacceso il tema della mentalità: perché l'avversario di giornata è un'altra squadra che naviga nelle ultimissime posizioni, e proprio questo dettaglio rischia di trasformarsi in un'insidia.
Antonio Buscè, alla vigilia, ha puntato il dito su un concetto che considera decisivo: la classifica, da sola, non spiega nulla. «Abbiamo toccato il fondo sabato. Ed abbiamo capito che non conta la differenza di classifica. Non ce l'aspettavamo una roba del genere», ha detto ripensando all'ultima uscita. Un messaggio chiaro, diretto, che suona anche come avvertimento per chi pensa che certe partite possano essere gestite.
Il tecnico rossoblù ha legato il discorso anche a quanto visto nei giorni precedenti, dopo la reazione del secondo tempo contro la Casertana, quando il Cosenza era riuscito a recuperare un risultato difficile in una situazione particolare: segnali incoraggianti che però non sono bastati a evitare il crollo di Giugliano. Da qui la richiesta, quasi un'ossessione, di un atteggiamento feroce: «Se poi a fronte a queste squadre non hai quella cattiveria, quella fame, quella bava alla bocca che bisogna avere...io voglio sempre che si veda».
Buscè non la considera solo una questione tecnica, ma di testa: «È una questione di mentalità, quindi bisogna stare attenti». Perché le partite contro chi sta giù, spesso, richiedono più attenzione che brillantezza, più determinazione che palleggio. «Sono delle partite che vengono affrontate con la fame di chi deve portare a casa il pane», ha insistito, indicando la strada per evitare un altro scivolone.
Il calendario, in questo senso, offre subito un'occasione: «Per fortuna abbiamo un riscatto subito immediato». Cosenza-Siracusa diventa quindi una tappa obbligata per misurare la reazione del gruppo, provare a ripartire e mettersi alle spalle questo bruttissimo inizio di 2026.

