«Siamo arrivati alla partita che volevamo giocare tutti». Alla vigilia della finale d’andata playoff contro il Monza, in programma domani sera alle 20 al Ceravolo, Alberto Aquilani presenta così la sfida che può riscrivere la storia recente del Catanzaro. Dopo l’impresa contro il Palermo, il tecnico giallorosso chiede ai suoi di continuare sulla strada percorsa finora: identità, coraggio e umiltà.

«Ci siamo arrivati con la nostra forza e con le nostre idee – ha spiegato – ed è questa la cosa che mi rende più orgoglioso. Domani dovremo continuare a farlo con coraggio e tenacia, perché è ciò che ci ha portato risultati».

Il poco tempo a disposizione dopo la battaglia del Barbera ha costretto staff e squadra a preparare la partita soprattutto davanti ai video più che sul campo. Ma Aquilani assicura di vedere il gruppo pronto: «I ragazzi sono concentrati e non vedono l’ora di giocare una partita del genere».

Il tecnico minimizza anche il tema della stanchezza e del giorno di riposo in più avuto dal Monza dopo la semifinale: «Quando giochi questo tipo di partite si azzera tutto. L’energia arriva da dentro, arriva dal cuore. Domani bisogna ascoltare più il cuore che le gambe».

Nel corso della conferenza, Aquilani ha ribadito un concetto che accompagna il Catanzaro fin dall’inizio della stagione: non snaturarsi mai. «Noi non abbiamo mai pensato di essere belli rinunciando al risultato. Abbiamo un modo di lavorare che secondo noi ci permette di competere e vincere le partite. Lo abbiamo portato avanti anche nei momenti di difficoltà perché è ciò che ci permette di affrontare squadre come Palermo o Monza e giocarcela».

Il tecnico giallorosso ha poi sottolineato come la doppia sfida contro il Palermo abbia rafforzato ulteriormente la consapevolezza della squadra: «Il modo in cui abbiamo vinto ci dà ancora più certezze di quello che già sapevamo. Queste partite si vincono con il gioco ma anche con la durezza mentale. Bisogna restare lì e non spostarsi di un centimetro».

Aquilani non nasconde il valore dell’avversario. «Il Monza è una corazzata, una squadra costruita per tornare in Serie A. Fino a pochi mesi fa tanti loro giocatori facevano la Serie A. Sono qui quasi per caso, perché se con il Mantova avessero fatto risultato probabilmente oggi sarebbero già in vacanza».

Per questo motivo il tecnico invita l’ambiente a mantenere equilibrio nonostante l’entusiasmo: «Se pensiamo che perché abbiamo vinto 3-0 con Palermo e Avellino sia tutto scontato, allora non abbiamo capito niente. Noi dobbiamo restare umili e continuare a credere in ciò che sappiamo fare».

Tra i momenti più significativi della conferenza anche il riferimento all’immagine simbolo del post Palermo, con lui e Pietro Iemmello in lacrime. «Non c’è niente di pensato o strumentalizzato – ha spiegato –. Quando dentro un gruppo succedono cose così vuol dire che nasce qualcosa di magico. E quando nasce qualcosa di magico possono succedere cose belle».

Proprio parlando del capitano giallorosso, Aquilani ha ripreso un paragone già fatto in ritiro con Francesco Totti: «Il paragone assoluto non si può fare perché Totti è uno dei più grandi della storia del calcio. Però qualche similitudine c’è: Iemmello è cresciuto qui, vive di Catanzaro e sta provando emozioni particolari. C’è qualcosa di diverso dentro chi rappresenta la propria città».

Infine il tecnico è tornato sul concetto di “leggerezza”, spesso attribuito al Catanzaro durante questi playoff: «La leggerezza non significa che se perdiamo fa niente. Significa alleggerire la mente per giocare bene a calcio, perché noi per vincere dobbiamo giocare bene. È ovvio che il Monza abbia più pressione, visto l’obiettivo con cui è partito, mentre noi siamo un po’ gli intrusi di questa finale».

Ma adesso, ha concluso Aquilani, manca soltanto l’ultimo passo: «Per superare queste due partite dobbiamo fare qualcosa di straordinario. Serviranno concentrazione, coraggio, personalità e il nostro pubblico, che sarà ancora una volta il dodicesimo uomo in campo».