Cosa ci dice, al triplice fischio, Cosenza-Sorrento? Un paio di cose interessanti ma altrettanto deprimenti, senza dubbio. La prima: la piazza rossoblù è ormai spenta e disinteressata. La qual cosa si sapeva, in realtà, ma le ultime vicende interne della società hanno spogliato ulteriormente un re e una regina che non si preoccupano neanche più che il popolo li identifichi come estranei a una realtà ultracentenaria. 

La seconda, relativa al campo: il Cosenza è uscito più che indebolito dal mercato di gennaio. Serviva un mese per provare a rodare la squadra, ma adesso c’è la certezza. Mancano muscoli a centrocampo, posizione in difesa e gamba davanti. In tre nomi: Kouan, Dalle Mura e Ricciardi. 

Paradossalmente quello che sembrava l’uomo più importante, Ricciardi, è stato quello sostituito più degnamente: Emmausso, con la doppietta di oggi dal dischetto, ha messo un timbro importante sulla propria presenza al “Marulla”. Bene anche il ritorno di Báez, ma le buone notizie finiscono qui. 

Moretti disastroso, centrocampo impalpabile

Sui due gol subiti dal Cosenza, infatti, ci sono delle firme evidentissime. Si tratta di Pompei e Moretti, complici in tutte e due le occasioni. Entrambi dovranno evidentemente offrire una cena al duo Emmausso-Beretta, perché altrimenti sarebbero stati additati per una sconfitta e non per due errori ininfluenti ai fini della vittoria. 

C’è tanta confusione nel poter leggere il mercato del Cosenza, una squadra che aveva trovato una propria dimensione con un determinato modulo e determinati uomini e, improvvisamente, ha cambiato. Dentro Pompei all’improvviso, dopo che era stata confermata a dicembre la fiducia a Vettorel (oggi neanche in distinta); la difesa a 4 trasformata in una difesa a 3 con Moretti che sembra inadeguato a leggere le situazioni più complesse; Dametto che si mette in proprio e sui lanci lunghi se la rischia perché, evidentemente, non si fida. 

Questa è l’immagine che restituisce la retroguardia rossoblù oggi pomeriggio. Il tutto nonostante la pur buona prestazione nell’orribile gara di Caravaggio contro l’Atalanta. Ma si diceva che c’è anche un altro passaggio calcistico che manca, ovverosia il centrocampo.

Se n’è parlato in settimana: l’addio di Kouan ha tolto il martello pneumatico alla mediana rossoblù. Colui che era l’uomo in più per tutti è stato ceduto al Benevento, che naviga a vele spiegate verso la Serie B, per prendere un giocatore come Perlingieri, anche lui non in panchina e finora senza mezzi termini inutile alla causa. E così la mediana dei Lupi si è trovata improvvisamente orfana del proprio leader muscolare e nuda davanti anche a formazioni più modeste. 

Oggi pomeriggio è bastato un vecchio mestierante della Serie A come Leonardo Capezzi per mandare in tilt sia la mediana, sia la difesa dei Lupi. Langella impalpabile che rischia il rosso, Garritano quasi inesistente, Palmieri che ci prova ma non ci riesce. A salvare la partita sono state le giocate individuali: i filtranti di Florenzi e Caporale, i movimenti di Beretta e i due rigori realizzati da Emmausso.

Ma questa partita sarebbe potuta andare diversamente: e non è una vittoria in rimonta firmata dai singoli a poter cambiare la percezione dello svuotamento di una rosa che, fosse restata così com’era con soltanto due puntelli, avrebbe potuto giocarsi il campionato.