Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC dopo il fallimento dell’Italia, che ha mancato la qualificazione ai Mondiali 2026. La decisione è stata comunicata nel corso del Consiglio Federale e segna una svolta ai vertici del calcio italiano, già scosso dalla mancata partecipazione al Mondiale per la terza volta nelle ultime edizioni.

Lo stesso Gravina ha informato i rappresentanti delle principali componenti del calcio italiano – dalla Lega Serie A alla Serie B, dalla Lega Pro alla Lega Nazionale Dilettanti, fino all’Associazione Italiana Calciatori e all’Associazione Allenatori – di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025. Contestualmente è stata convocata l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma, data in cui verrà eletto il nuovo presidente federale.

Le dimissioni arrivano in un momento molto difficile per il calcio italiano, dopo l’ennesima esclusione dalla fase finale di un Mondiale, un risultato che ha aperto un dibattito profondo sulla gestione del calcio italiano, sui settori giovanili, sugli stadi, sulle infrastrutture e sull’organizzazione dei campionati.

Il fallimento della qualificazione al Mondiale 2026 ha rappresentato un colpo durissimo per il sistema calcio nazionale, sia dal punto di vista sportivo che economico e d’immagine. La mancata partecipazione alla competizione più importante del calcio mondiale comporta infatti perdite economiche, minori sponsor, minore visibilità internazionale e un ulteriore indebolimento del movimento calcistico italiano.

Adesso si apre una fase di transizione che porterà alle elezioni del 22 giugno, quando l’Assemblea federale dovrà scegliere il nuovo presidente della FIGC e avviare una nuova fase per il calcio italiano, chiamato a ricostruire credibilità, risultati e un progetto tecnico capace di riportare la Nazionale ai vertici del calcio internazionale.