Un fenomeno in crescita quello della violenza su campi da calcio, soprattutto quest’anno, che purtroppo ha coinvolto diversi livelli: dai campi dilettantistici ai settori giovanili, arrivando persino al calcio femminile. Anche il week-end appena trascorso è stato segnato da episodi che travalicano i veri principi di questo sport e, a farne le spese, è stato il campionato Under 17.

L'accaduto

Lo scorso 7 marzo, infatti, al termine della gara valida per il campionato U17 tra Bulldog Vibo e Union Kroton allo stadio Marzano di Vibo Marina, si sono verificati momenti di tensione che hanno avuto bisogno dell'intervento delle Forze dell'Ordine per essere placati.  

La verità della Bulldog

Sull'accaduto ha preso posizione ufficiale la Bulldog, con un comunicato reso pubblico nelle scorse ore. Inoltre, a ritornare sull'episodio è stato anche Fabio Blandino, tra i dirigenti della società vibonese che ha voluto parlare a nome di tutta la dirigenza: «Siamo rammaricati per quanto successo alla fine di una bella e corretta partita giocata sul campo e meritatamente vinta dai ragazzi, i quali hanno dimostrato per tutto il campionato la loro superiorità sul rettangolo verde, ricevendo dalle società affrontate i giusti riconoscimenti. Assurdo che dopo una bella partita, meritatamente vinta pur giocando con un uomo in meno per quasi tutto il secondo tempo, venga interrotta la gioia di ragazzi, società e genitori presenti con famiglie al campo per l'assurdo gesto di scavalcare la recinzione del campo da parte di 6/7 isolati ragazzi, che non fanno parte della Bulldog (come già dimostrato agli organi competenti) per poi dileguarsi immediatamente dopo l'intervento in campo di dirigenti, accorsi per ripristinare la calma. Dispiace constatare che si siano riportate notizie infondate su quanto accaduto e con una verità distorta. In campo sono entrate persone della società ospite, ben identificate prima in tribuna e successivamente in campo a rincorrere ragazzi della nostra società colpiti più volte come dimostrano le immagini di diversi video che abbiamo consegnato alle autorità competenti».


E ancora: «Riportare notizie false, anche dalle dichiarazioni della società ospite, di quindici minuti di aggressione (al più un minuto di confusione assolutamente condannabile che mai dovrebbe avvenire), di armi da taglio presenti che non sono risultate in alcun video o ravvisate dagli agenti intervenuti è inconcepibile. Ribadiamo tutta la nostra amarezza, perché avremmo voluto festeggiare una bella e meritata vittoria sportiva».

Il messaggio

Fabio Blandino difende a spada tratta i valori e i principi con cui la Bulldog è nata e con i quali sta continuando a crescere: «La nostra totale collaborazione con le autorità competenti è dovuta a tutela dei nostri tesserati, dell'immagine della nostra società che, da sedici anni è apprezzata su tutto il territorio regionale e interregionale per come lavora con i giovani e per i principi etici e morali. Non abbiamo bisogno di commenti da "leoni da tastiera" che si nascondono dietro falsi profili o di moralisti che non conoscono il mondo sportivo giovanile. Rimaniamo disponibili e collaborativi con le autorità competenti affinché i responsabili vengano individuati».
Ecco infine il messaggio che Blandino, a nome di tutta la Bulldog Vibo, vuole comunicare in seguito dell'accaduto: «Non mi sento di mandare messaggi alla Union Kroton, il messaggio è rivolto a tutto il mondo sportivo e soprattutto a quello di puro settore giovanile. Farci passare da aggressori, attaccando mediaticamente la nostra società per una partita persa sul campo, innescando malumori tra ragazzi che sia a inizio partita che nel lasciare il campo di gioco dopo lo sgradevole episodio, si sono salutati e abbracciati, non è corretto. Soprattutto quando ci sono responsabilità da ambo le parti, visto che nel parapiglia creatosi hanno partecipato spettatori locali e ospiti».