Dopo le dimissioni ufficiali di Alberto Aita, per le ultime quattro giornate la società affida la guida tecnica al tecnico coriglianese. L’obiettivo sono i play-off: «Abbiamo l’obbligo di provarci»
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Ora è ufficiale: Vincenzo Pacino è il nuovo allenatore dell’USC Corigliano. Le dimissioni di Alberto Aita, arrivate all’indomani della sconfitta per 2-0 sul campo dell’Altomonte, sono state accettate dalla società, che ha scelto di affidare la guida tecnica della prima squadra al suo stesso collaboratore per il finale di stagione. Una decisione sofferta, come ha ammesso lo stesso Pacino nelle sue prime dichiarazioni da tecnico della prima squadra. «C’è un po’ di delusione per il fatto che mister Aita ci ha lasciato – esordisce il neo tecnico - perché avevamo fatto un ottimo staff e stavamo andando anche bene. Purtroppo alcuni risultati non ci sono venuti incontro, però mister Aita ha deciso in questo modo e la società l’ha accettato. Adesso tocca andare avanti.» Il nome di Pacino non è nuovo ai tifosi del calcio dilettantistico calabrese. Tecnico di esperienza e radicato nel territorio jonico, ha costruito il suo curriculum su diverse panchine tra Eccellenza e Promozione. Tra i momenti più significativi della sua carriera spicca la stagione 2014–2015 sulla panchina del Trebisacce, dove riuscì a vincere il campionato di Promozione riportando la società giallorossa in Eccellenza dopo una lunga assenza. Un titolo che ne ha consolidato la reputazione nel panorama dilettantistico regionale. Pacino era fino a ieri viceallenatore della prima squadra e responsabile dell’Under 19 rossoblù, con cui ha raggiunto gli ottavi di finale. Una promozione interna che garantisce continuità e conoscenza del gruppo, le quattro giornate rimaste non lasciano spazio a rodaggi. «Corigliano è una delle piazze più importanti della Promozione calabrese – dice il tecnico con orgoglio -, è una città che ha sempre fatto calcio. Daremo battaglia su tutti i campi.»
Il Corigliano si trova attualmente fuori dalla griglia playoff, a soli due punti dalla zona utile. Un margine risicato, ma non proibitivo, a patto di fare risultato nelle ultime quattro giornate e sperare che le concorrenti dirette inciampino. Pacino ha guardato la situazione in faccia senza filtri, come ha spiegato nel confronto con società e squadra avvenuto subito dopo la nomina: «Ci siamo guardati in faccia. Abbiamo un unico obiettivo: raggiungere il playoff. È difficilissimo, lo sappiamo, siamo a due punti in questo momento. Con delle squadre importanti davanti a noi, incontreremo le prime due in classifica in queste ultime quattro partite. Però abbiamo l’obbligo di crederci, abbiamo l’obbligo di provarci.» Il calendario è effettivamente proibitivo. Tra le ultime quattro partite figurano le sfide contro le prime due squadre del girone, i test più duri della stagione. Ma Pacino preferisce non pensare all’ostacolo e concentrarsi su ciò che la squadra può controllare: compattezza, recupero degli infortunati, continuità di rendimento: «Bisogna dare molta fiducia all’ambiente, compattarci e cercare di andare avanti nel miglior modo possibile. Dobbiamo soprattutto recuperare gli infortunati, che per noi sono importantissimi. Ce la metteremo tutta, perché abbiamo l’obbligo di dare il massimo.» Una delle domande che i tifosi si pongono riguarda l’assetto tattico: cambierà qualcosa con Pacino in panchina? La risposta è sì, ma con misura. Il nuovo tecnico non ha intenzione di stravolgere ciò che c’è, anche perché la rosa è la stessa e il tempo per sperimentare è esaurito: «Cambieremo poco, perché la squadra è già quella. Proverò a fare un sistema di gioco diverso, però gli uomini sono tutti validi: sono 22 titolari. Settimana per settimana deciderò chi è più in forma, perché adesso non bisogna guardare in faccia nessuno.» Un approccio sintomatico che riflette la mentalità di un tecnico abituato a lavorare sui dettagli senza perdere di vista l’obiettivo. La gestione del gruppo, la scelta degli undici partita per partita, la capacità di motivare anche chi non gioca. Sono queste le leve su cui Pacino punta per invertire la rotta.
Il calcio dilettantistico calabrese conosce bene queste storie con rimonte impossibili diventate realtà, stagioni salvate all’ultimo respiro, piazze che si risvegliano quando tutto sembra perduto. Corigliano, città di calcio per tradizione, aspetta un segnale da un tecnico che queste battaglie le ha già vissute e vinte. E i tifosi, in queste settimane, stanno rispondendo presente: «Ci sono sempre stati vicini. Mi auguro che vengano sempre più numerosi come stanno venendo in queste settimane. Da parte nostra metteremo tutto il nostro impegno e tutto il valore che ha questa squadra per portare avanti l’obiettivo, raggiungere il playoff.» Il campo, come sempre, darà l’unica risposta che conta.

