Davanti agli occhi i volti sgomenti e increduli dei tifosi della Reggina dopo l'inattesa sconfitta interna contro l'Acireale, nell'anticipo della ventottesima giornata del campionato di Serie D (girone I). Una sconfitta che aveva sbiadito e non poco i sogni di rincorsa per il primo posto da parte degli amaranto. Era questo il quadro generale che si respirava prima di giocare il recupero in casa dell'Igea Virtus, consumatosi mercoledì e terminato 0-2 in favore della formazione di mister Torrisi.

In palio c'è il campionato

Un successo che non solo ha rivisitato il rinnovato entusiasmo amaranto ma ha anche ridisegnato le gerarchie di vertice. Soprattutto perché all'orizzonte, in vista della ventinovesima giornata, c'è forse il match più importante della stagione e che potrebbe indirizzare il rush finale verso il primo posto: la sfida è Athletic Palermo-Reggina, con i calabresi a quota 50 punti e che tenteranno il clamoroso colpaccio in casa dell'attuale capolista, distante quattro lunghezze. Gli amaranto, inoltre, sono spinti dalla volontà di riscatto per vendicare la sconfitta del girone di andata, quando i siciliani si imposero allo stadio Granillo con un pirotecnico 2-3 dello scorso 16 novembre. Questa volta però i tre punti hanno un peso specifico determinante poiché, a essere in palio, sono le sorti del campionato.

I numeri

Dando un'occhiata ai rispettivi andamenti, qualche inciampo di troppo ultimamente la Reggina lo ha palesato. Oltre alla caduta interna contro l'Acireale, infatti, pesa parecchio la sconfitta in casa della Vigor Lamezia e il pareggio contro il Messina: otto punti persi che potrebbero anche essere decisivi nella volata finale. Più lineare invece il percorso dei palermitani che, prima della pesante batosta di settimana scorsa contro la Nissa per 3-0, venivano da sei risultati utili consecutivi (cinque vittorie e un pareggio).
Un calcio sbarazzino quello della capolista e che premia maggiormente il gioco e lo spettacolo, come testimoniano i ventitré gol fatti nel girone di ritorno che attestano la squadra costruita dal ds Perinetti non solo la più prolifica della seconda metà di stagione, ma il miglior attacco del campionato con ben 52 gol fatti, pagando però il prezzo di concedere molto (35 gol subiti). Di fronte però c'è una Reggina che gioca certamente un calcio diverso dagli avversari ma è molto più solida difensivamente. La formazione di mister Torrisi, infatti, non solo risulta la squadra meno battuta del girone di ritorno (insieme alla Nissa) con sole sei reti subite, ma è anche la miglior difesa del campionato con diciannove gol concessi. Insomma, il classico match tra il miglior attacco e la miglior difesa: le due principali filosofie del calcio e da sempre in competizione.