Il direttore sportivo ospite della trasmissione condotta da Paolo Giura e Stefania Scarfò: «Il Sambiase, visti gli incroci contro Nissa e Reggina, potrebbe essere l'arbitro per quel che riguarda il primo posto»
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Ultime quattro giornate al cardiopalma per il campionato di Serie D (girone I) che si avvia al suo ultimo mese di stagione e che, già da domenica prossima, potrebbe iniziare a dare sentenze sia dolci che amare. Come accade ogni martedì, ad accompagnare passo dopo passo e in ogni suo dettaglio questa stagione è Zona D, format di LaC TV e condotto da Paolo Giura e Stefania Scarfò.
Reggina, si poteva fare di più
Anche per la puntata post Pasqua (rivedi qui) la qualità del contenuto è stata elevata, considerando lo spessore dell'ospite riconosciuto in Gabriele Martino. Lo storico direttore sportivo non ha certamente bisogno di presentazioni e, come nel suo stile, ha dato un'analisi dettagliata su questo cammino ormai al termine.
Ovviamente il discorso non poteva che essere incentrato sulla serrata lotta al vertice e sul percorso della sua squadra storica, la Reggina: «Il fatto che non cin sia una squadra che, a quattro giornate dalla fine, non si sia staccata dalle altre farebbe pensare a un campionato molto equilibrato, anche se non è stato proprio livellato verso l'alto. Non dico che è stato mediocre ma, sicuramente, non ha regalato grande spettacolo calcistico. Nella prima posizione si sono alternate tutte e quattro le squadre di vertice, a eccezione della Reggina».
Ed è proprio l'andamento amaranto che ha in qualche modo influenzato la vetta e che avrebbe davvero potuto avere i contorni calabresi: «Credo che la nota dolente sia stata proprio la Reggina - afferma senza giri di parole Martino - poiché è mancata nel corso della stagione. A settembre era etichettata come squadra dominatrice del campionato e invece, almeno fin qui, ha ancora una volta deluso le attese. Si sperava tanto che questo potesse essere l'anno giusto ma, almeno finora, non lo è stato. Magari la vedremo al primo posto nell'ultima giornata ma la vedo molto difficile».
Errori gestionali
Insomma, le difficoltà riscontrate dal gruppo di mister Torrisi sono da analizzare con attenzione e a farlo è proprio l'ex ds amaranto: «L'unico modo che consente un'analisi chiara sarebbe quello di partire dalla stagione passata. Evidentemente sono stati commessi degli errori in estate nell'allestire una squadra che, sulla carta, sembrava fortissima. Nel calcio però non basta prendere buoni giocatori, ma bisogna anche saperli gestire e creare le condizioni ottimali».
Sambiase e Vibonese, sorrisi e pianti
La nota positiva continua a essere invece il Sambiase che, per questo finale di stagione, potrebbe anche sognare un posto nei playoff. soprattutto, però, la compagine giallorossa potrebbe essere l'arbitro per quel che riguarda la prima posizione, visti gli incroci contro Nissa e Reggina nelle ultime due gare di stagione: «Una nota di merito va a tutto il management del Sambiase. L'anno scorso il club ha disputato un ottimo campionato e quest'anno, nonostante abbiamo cambiato sia direttore sportivo che allenatore, sta facendo lo stesso. Ciò dimostra che è evidente come la struttura societaria sia di alto livello. Quanto al finale di stagione, il Sambiase sarà l'arbitro per quel che riguarda la prima posizione».
Se il Sambiase può sorridere, non può assolutamente farlo la Vibonese. La sconfitta interna contro la Sancataldese potrebbe infatti aver compromesso il cammino verso la salvezza: «Giovedì scorso è arrivata una sconfitta pesante e che è andata oltre i mancati tre punti, perché sono stati espulsi anche due giocatori importanti. Diciamo che la classifica della Vibonese ha origini lontane, quando viene a mancare una struttura fondamentale che è quella dell'organizzazione societaria, poi sul campo i risultati non possono che essere questi. Ciò, inoltre, è la prova che non bastano solamente le risorse economiche».

